Berlusconi guarda alla Merkel e prende le distanze dalla Le Pen

Silvio Berlusconi prende le distanze dal lepenismo e ambisce al modello Merkel. Ma che ci azzecca con le posizioni della cancelliera tedesca, che ha contrastato da sempre?

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Silvio Berlusconi prende le distanze dal lepenismo e ambisce al modello Merkel. Ma che ci azzecca con le posizioni della cancelliera tedesca, che ha contrastato da sempre?

Intervistato da Il Foglio, l’ex premier Silvio Berlusconi ha confermato la volontà di presentare alle prossime elezioni politiche un centro-destra unito, purché nell’ambito dei valori cristiano-liberali e non del lepenismo. Sempre che unita la coalizione lo sarà, perché ammette che ciò dipenderà dalla legge elettorale. Una nuova presa di distanza dalle posizioni di Matteo Salvini, a pochi giorni dalla vittoria di Emmanuel Macron in Francia.

Commentando il risultato delle presidenziali francesi, Berlusconi ha notato due cose: la prima, che la gente ha votato un candidato fuori dai partiti, stanca delle solite facce; la seconda, che per quanti voti sia stata in grado di raccogliere Marine Le Pen, ha perso, come farebbe il centro-destra in Italia se ne rincorresse le posizioni.

Per questo, l’ex premier invita gli alleati a guardare al “modello Merkel”, considerando la cancelliera tedesca il capo di governo più autorevole in Europa, in grado di fare gli interessi della Germania e per questo a volte in contrasto con quelli dell’Italia. Ma il leader di Forza Italia spiega che, anziché biasimarla, dovremmo prendere esempio, trovando la capacità come governo italiano di rappresentare al meglio le nostre istanze. (Leggi anche: Populisti alla Le Pen non vinceranno mai)

Trascorsi burrascosi tra Berlusconi e Merkel

Nega contrapposizioni personali con la cancelliera, anzi spiega che vi sarebbe “un rapporto eccellente”. Nemmeno il sorrisino sfoggiato nell’autunno del 2011 alla conferenza stampa con Nicolas Sarkozy sembra ormai toccarlo, notando come sia stata un’iniziativa più del presidente francese che non della leader tedesca.

In ogni caso, Berlusconi apertamente si mostra un ammiratore di Angela Merkel come forse mai prima ad oggi. Eppure, per quanto non abbia fatto sostenuto apertamente leader euro-scettici, le sue posizioni fino al recente passato sono parse più vicine a questi ultimi che non a quelle della cancelliera, con cui eppure condivide i banchi dell’Europarlamento nel PPE. (Leggi anche: Italia fuori dall’euro, Berlusconi seguirà la svolta anti-UE suggerita da Feltri?)

Berlusconi propone doppia moneta

E’ l’economia a dividere profondamente Berlusconi e Merkel, ovvero la fisionomia da dare all’Eurozona e sua gestione della moneta unica.

Non dettagli, visto che mentre la cancelliera è impegnata a salvare il progetto dell’euro, l’ex premier italiano rilancia l’ipotesi della doppia moneta, senza fornire dettagli, ma rimarcando come l’esperimento abbia già funzionato dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale con le AM lire e anche oggi i Bitcoin segnalerebbero una simile possibilità.

Difficilissimo, che sarà in grado di convincere Salvini a farsi piacere Frau Merkel, semmai dovrà tentare di rendergli accettabile la coesistenza nella medesima coalizione con istanze simili a quelle propugnate dalla Germania. Almeno in linea teorica, perché se si va a fare una disamina anche superficiale del programma di Forza Italia e lo si confronta con quello dei conservatori tedeschi, si scopre che quella di Silvio non sarebbe una reale infatuazione per la leader occidentale più longeva degli ultimi 70 anni, bensì una spendita del suo nome a fini di lotta politica contro il segretario del Carroccio, fresco di rielezione alle primarie. (Leggi anche: Perché la doppia moneta proposta da Berlusconi non avrebbe senso)

Austerità divide Merkel da Berlusconi

Se la cancelliera Merkel è associata da anni in Europa alle politiche di austerità fiscale, non lo stesso si può dire per il nostro ex premier, il quale in piena crisi ebbe a dichiarare che egli sarebbe estraneo alla cultura dell’austerità. In effetti, di tagli vigorosi alla spesa pubblica sotto i suoi governi non ve ne sono stati, ragione principale per cui non fu mai capace in 10 anni complessivamente trascorsi a Palazzo Chigi di abbassare le tasse come promesso.

Un altro elemento di forte differenziazione tra i due, riflettendo esigenze nazionali contrapposte sul punto, è legato agli eurobond. La cancelliera è contraria alla mutualizzazione dei debiti sovrani nell’Eurozona, considerandola un mero trasferimento di oneri a carico dei paesi fiscalmente solidi, come la sua Germania. Berlusconi fu tra i primi a lanciare la proposta in Europa, attraverso il suo ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, vedendo in tale misura la fine della frammentazione dei mercati finanziari nell’area e il superamento dei nostri guai con lo spread.

(Leggi anche: Fiscal Compact, perché Berlusconi è alternativo alla Merkel)

Berlusconi e Merkel alternativi su BCE e Fiscal Compact

Sul Fiscal Compact, inutile dire che se Frau Merkel è una vigorosa sostenitrice dei bilanci pubblici ordinati, ovvero del raggiungimento del pareggio di bilancio e dell’abbattimento per tale via del debito, Berlusconi interpreta una linea diversa: abbattere il debito per via della crescita e stimolare quest’ultima con la necessaria flessibilità sui conti pubblici, attraverso maggiori investimenti. Due linee di pensiero apparentemente inconciliabili, almeno nel breve e medio termine.

Altra differenza tra i due sta nella diversa concezione della politica monetaria. Da tedesca, la Merkel segnala irritazione per un’era protrattasi già a lungo dei tassi zero. La sua Germania è chiara sul punto: la BCE deve solamente perseguire il target d’inflazione, garantendo la stabilità dei prezzi. Berlusconi interpreta una visione più da Sud Europa sul tema, chiedendo che la BCE persegua non soltanto la stabilità dei prezzi, bensì pure la crescita nell’area, un po’ come accade negli USA con il doppio mandato assegnato alla Federal Reserve sin dai tempi della Grande Depressione. (Leggi anche: Tassi zero di Draghi? Li pagherà l’Italia con l’offensiva tedesca)

Distanze anche sulle politiche commerciali

Quanto alle politiche commerciali, anche l’ex premier è un sostenitore del libero mercato, ma pone anche l’accento sull’esigenza di garantire le produzioni nazionali in Europa contro la concorrenza sleale di economie come la Cina, in cui lo stato alimenta iniziative di dumping delle proprie imprese. La Merkel difende l’immenso surplus commerciale tedesco e vede in posizioni anti-dumping come quelle di Berlusconi un rischio per le proprie esportazioni.

Infine, che dire dei bailout? Posizioni alquanto contrapposte quelle di Berlusconi e di Frau Merkel. Il primo sarebbe per un alleggerimento del debito alla Grecia, la seconda al massimo arriverebbe ad accettare la ristrutturazione e dietro condizioni ferree.

Il primo è contrario ai bail-in per le banche, la seconda lo ritiene necessario per consolidare la responsabilità tra gli investitori e i clienti e per minimizzare i rischi sui contribuenti. (Leggi anche: Export Germania da record, ma all’Europa non serve mettere Merkel in croce)

Berlusconi ambisce solo a riposizionamento tattico

E allora, questo famoso modello Merkel a cui si ispira Berlusconi in cosa consisterebbe? Nei fatti, in nulla di concreto. Le posizioni dell’ex premier sono lontane a quelle della cancelliera su tutti i temi clou dell’agenda europea, riflettendo in parte differenti interessi nazionali, in parte anche visioni ideologiche contrastanti. Stiamo assistendo semmai a un riposizionamento tattico del leader di Forza Italia nello scacchiere politico inter-nazionale, finalizzato a riporsi al centro dell’arena istituzionale in Italia dalle prossime elezioni, quando verosimilmente giocherà le sue ultime carte in politica. Tra lui e Berlino c’è stato, c’è e resterà un abisso.

 

 

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