Berlusconi incalza Letta: “Governo sfori il tetto del 3% tanto l’Europa non ci caccia”

Berlusconi ha chiesto al Governo di pretendere dall’Ue la possibilità di spendere a deficit ma Letta ha subito risposto picche. Tutto questo nel primo giorno del G8 in Irlanda del Nord

di Giuseppe Briganti, pubblicato il
Berlusconi ha chiesto al Governo di pretendere dall’Ue la possibilità di spendere a deficit ma Letta ha subito risposto picche. Tutto questo nel primo giorno del G8 in Irlanda del Nord

Il premier Letta è attualmente impegnato al vertice del G8. All’Europa e al mondo il capo del Governo porterà le doglianze del popolo italiano e proporrà soluzioni, almeno si spera. Nel dubbio che non ci riesca a farlo da solo, Berlusconi non ha perso occasione per dire la sua e, anzi, ha “consigliato” al presidente del Consiglio le cosa da dire, le cose da chiedere. Cosa chiede Berlusconi per l’Italia? Semplicemente di poter andare oltre il limite del 3% del deficit imposto dall’Unione Europea. E’ necessario, infatti, trovare risorse per cancellare l’Imu sulla prima casa ed evitare l’aumento dell’Iva. Letta ha recepito il messaggio e l’ha respinto con decisione al mittente (Aumento Iva al 22% inevitabile, il Governo non lascia dubbi)  

Berlusconi e la risposta del Governo

Il Cavaliere ha motivato la sua richiesta. In primis, con l’assoluta necessità di trovare 8 miliardi per le questioni Imu e Iva. In secondo luogo, con la reale possibilità di vedersi esaudire queste richieste. Secondo il leader del centrodestra, infatti, l’Unione Europea non ha nessuno interesse a cacciare l’Italia dal consesso europeo, dunque sarebbe sufficiente sbattere i pugni sul tavolo per essere accontentati. Palazzo Chigi ha liquidato il peana di Berlusconi con una nota, secca e inequivocabile, con il quale informa a lui e agli italiani che “la posizione dell’Italia rimane la stessa”. Dunque quella del rispetto del limite del 3% annuo di deficit.  

Berlusconi ha ragione?

I conti pubblici sono importanti, su questo non ci possono essere dubbi. La domanda cruciale è: quanto sono importanti? Sono più importanti del benessere economico di un’intera popolazione e del loro stesso tenore di vita? Berlusconi si è dato una risposta e questa è risposta è “no”. La priorità in tempo di crisi, secondo il Cavaliere, non sono le finanze dello Stato. E’ dunque necessario spendere a deficit, ossia facendo altro debito, se non vi è altra scelta. Si tratta di una posizione keynesiana e, per questo, paradossalmente di sinistra. Berlusconi potrebbe aver ragione a richiedere lo sforamento del deficit, sebbene non sarebbe uno sforamento non da poco. 8 miliardi significa mezzo punto di Pil, dunque la riapertura della procedura d’infrazione. C’è dell’azzardo in questo, sicuramente, come anche – di contro – nell’ostinazione dell’Unione Europea, o per meglio dire della Germania, i quali insistono con le politiche di austerity, che di fatti stanno tarpendo le ali alla crescita e sono per giunge messe in discussione dal punto di vista teorico da alcuni economisti di fama internazionale come Stiglitz (premio Nobel per l’economia) e Krugman.  

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Argomenti: Politica

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