Berlusconi esce dalla storia. Fine di un’epoca comunque vada

E’ stata annunciata più volte in passato, ma ora è diverso. Berlusconi è stato delegittimato dai suoi stessi parlamentari.

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E’ stata annunciata più volte in passato, ma ora è diverso. Berlusconi è stato delegittimato dai suoi stessi parlamentari.

“Da Giuda in poi, tradire il padre non è mai convenuto”. Con queste parole, semplici ma efficaci, IlGiornale ha restituito il senso di questi giorni. Silvio Berlusconi è stato spesso dato per morto: nel 1996, quando perse le elezioni, nel 2005, quando tutte le amministrazioni locali passarono al centrosinistra, nel 2011, quando venne costretto alle dimissioni. Il Cavaliere è sempre risorto dalle sue ceneri (con mezzi leciti e, stando al caso De Gregorio, anche illeciti). Questa volta è diverso. Questa volta, a tradirlo, non sono gli alleati – vedi Fini e Casini – bensì i suoi stessi “figli”, le creature politiche che ha forgiato in questi anni, come Alfano. Qualsiasi cosa accada oggi al voto di fiducia, Berlusconi ha perso. Per un semplice motivo: per la prima volta da quando è sceso in politica, è stato delegittimato in casa sua. E’ la fine di un’epoca. E sono molti i segnali che lo dimostrano.  

Gli ultimi giorni

Si potrebbe scomodare il libro dell’Apocalisse per descrivere queste ultime ore di Berlusconi. La Bibbia parla di “portenti” che precederanno il giudizio finale. E questi portenti, nel suo piccolo, la politica italiana li sta vivendo. Sono segnali che annunciano l’armaghedon berlusconiana. I figli contro il padre. Che Fini e Casini si ribellassero a Berlusconi poteva essere previsto, in qualche modo. Ma vedere Alfano, che deve tutta la sua carriera politica a Silvio, rinnegare in diretta il padre putativo, fa un effetto del tutto diverso. Ieri, contemporaneamente, il vicepremier esortava il Pdl a votava la fiducia e Berlusconi esortava lo stesso Pdl a votare contro la fiducia. Con il segretario, una buona parte del Pdl, forse addirittura la metà. Questa fronda non corrisponde a un segmento ideologico preciso, ma è trasversale.

A tradire Berlusconi ci sono anche i berlusconiani. I figli contro i figli. “Voi udrete parlare di guerre e rumori di guerre. Insorgerà regno contro regno, nazione contro nazione”. Questo passaggio del libro dell’Apocalisse è, con le dovutissime proporzioni, funzionale a spiegare quello che sta accadendo in casa Pdl. Il mondo “delle libertà” sta implodendo a causa dele guerre interre tra le sue componenti. I falchi contro le colombe. Ma anche i falchi contro chi colomba non è mai stata e, anzi, si è sempre “distinto” per essere berlusconiano fino al midollo, come Cicchitto. Storico, in questa prospettiva, il battibecco furioso tra l’ex Psi e Sallusti, presenti ieri a Ballarò, con insulti annessi: vigliacco, traditore, diffamatore e così via. Storico, forse ancora di più, gli applausi che il pubblico di Floris ha tributato al berlusconiano di lungo corso Cicchitto. Gli sbagli del padre. Nessuna metafora apocalittica qui. Checché ne dicono i simpatici militi dell’Esercito di Silvio, il Cav non possiede degli stigmi dell’onnipotenza. La verità, più semplicemente, è che Berlusconi ha clamorosamente sbagliato strategia elettorale, cosa inedita: non dove dimettere i ministri, doveva concertare con i diretti interessati, soprattutto far cadere il Governo è autolesionista, perché perderebbe l’immunità.  

Il giorno del giudizio

E’ veramente il giorno del giudizio per Berlusconi. Oggi, tutti i segnali di cui sopra potrebbero concretizzarsi. Se una porzione del Pdl voterà la fiducia, disobbedendo al capo, questi ne risulterebbe delegittimato. Anche qualora lo stesso Berlusconi si convincesse in extremis a sostenere Letta, giusto per nascondere sotto il tappeto questi atti di disubbidienza, ne risulterebbe ugualmente indebolito: è notizia recente che il Pdl si è gia spaccato: Formigoni e altri si sono già smarcati, qualsiasi cosa accada, e stanno formando un nuovo gruppo parlamentare.   FIDUCIA GOVERNO LETTA IN TEMPO REALE – Fiducia Governo Letta: dichiarazioni e voto in tempo reale

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