Berlusconi attacca l’Europa sul terrorismo: la Francia sbagliò a cacciare Gheddafi

L'ex premier Silvio Berlusconi tuona contro l'intervento della Francia in Libia del 2011 e denuncia l'incapacità della UE di contrastare il terrorismo.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
L'ex premier Silvio Berlusconi tuona contro l'intervento della Francia in Libia del 2011 e denuncia l'incapacità della UE di contrastare il terrorismo.

Intervistato da Giovanni Minoli su Mix24, l’ex premier Silvio Berlusconi commenta i tragici fatti di Parigi, giudicando l’Europa “incapace” di gestire sia l’ordinaria amministrazione, sia fenomeni come il terrorismo e l’immigrazione clandestina, spiegando come la UE non abbia né una politica estera, né di difesa comune. Berlusconi parla di “scontro di civiltà” e della necessità per il mondo civile di difendersi dall’ISIS, ovvero dall’odio, dal fanatismo e dalla superstizione. Ma l’attacco velato alla Francia è arrivato, quando l’ex inquilino di Palazzo Chigi, pur affermando di non volere esprimere giudizi sul presidente François Hollande (“ho troppo rispetto per una nazione così crudelmente colpita”), ricorda “l’interventismo deleterio” di Parigi negli ultimi anni, come sul caso Libia, anche se ammette che ciò avvenne prima della presidenza Hollande.

Berlusconi ricorda l’attacco di Sarkozy sferrato alla Libia

In pratica, Berlusconi si toglie un sassolino dalla scarpa, adducendo all’origine dei mali della nuova ondata di terrorismo la cacciata del leader libico Muhammar Gheddafi per mano francese, ai tempi in cui all’Eliseo c’era Nicolas Sarkozy. La destabilizzazione dell’area, in effetti, diede vigore al terrorismo di matrice islamista, che ha iniziato a prendere piede anche a Tripoli. E lo stesso ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, pur chiedendo di fare di più sul piano militare, ha dichiarato in mattinata come la soluzione alla crisi della Siria debba essere anche diplomatica, ma evitando che, come in passato, si crei un vuoto politico a Damasco, che sarebbe altrimenti riempito dal terrorismo.  

Germania cerca di assumere il controllo della regia anti-ISIS

E si apprende che la cancelliera Angela Merkel ha avuto un faccia a faccia con il presidente russo Vladimir Putin di 40 minuti, dopo il quale ha ribadito che la Germania sarà attiva nel combattere l’ISIS. Nelle stesse ore, Parigi chiede alla UE di chiudere le frontiere, ovvero di sospendere Schengen, al fine di effettuare meglio i controlli contro i terroristi e impedire che passino da un paese a un altro. Gli attentati di venerdì sera hanno evidentemente rafforzato l’ipotesi di un intervento militare della NATO contro l’ISIS in Siria, probabilmente in coordinamento con quello già da qualche mese lanciato dalla Russia. Piaccia o meno, ad uscirne rafforzato da questa scia di sangue francese è, anzitutto, il presidente siriano Bashir al Assad, che adesso viene avvertito sempre più come un male minore per l’Europa, antidoto al califfato e alla destabilizzazione dell’area che ne conseguirebbe. Politicamente, invece, all’interno del Vecchio Continente sarà ancora più forte e decisivo il ruolo della Germania, che ai tempi dell’intervento francese in Libia si tenne fuori dal conflitto, mentre da mesi fa da tramite tra le posizioni attendiste degli USA e quelle interventiste della Russia. Mentre la Francia appare, quindi, al contempo vittima e concausa scatenante del terrorismo dell’ISIS, i tedeschi potrebbero adesso prendere le redini della crisi, dovendo anche impedire che prosegua il flusso dei milioni di profughi siriani verso l’Europa, che sta creando parecchi malumori a Berlino.  

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: Allarme Terrorismo, Emergenza profughi, Esteri