Beppe Grillo – Stefano Rodotà: idillio finito. Dalle (5) Stelle alle stalle?

Il portavoce del Movimento 5 Stelle risponde in maniera dura alle critiche dell’ex candidato al Quirinale che aveva offerto una sua visione dei risultati deludenti delle elezioni amministrative

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Il portavoce del Movimento 5 Stelle risponde in maniera dura alle critiche dell’ex candidato al Quirinale che aveva offerto una sua visione dei risultati deludenti delle elezioni amministrative

Tra Beppe Grillo e Stefano Rodotà il rapporto sembra essere arrivato ad un punto di non ritorno. Dopo averlo fortemente sostenuto per il Colle (inneggiando a voce unanime “Rodotà!Rodotà!”) i grillini prendono dunque le distanze? Facciamo un passo indietro per comprendere cosa è successo. Rodotà era stato scelto durante le Quirinarie dagli iscritti al Movimento come terzo papabile alla Presidenza della Repubblica, subito dopo Milena Gabanelli e Gino Strada. E anche con la prima i rapporti sono oggi ben diversi, dopo l’inchiesta di Report sui guadagni derivanti dal blog di Beppe Grillo (Beppe Grillo contro Report: il Movimento 5 Stelle minaccia querele). Rodotà non era mai stato considerato da Grillo un eroe senza macchia: già nel 2010, in un post sulle pensioni d’oro, lo aveva incluso nella lista nera dei privilegiati. Ma la rete lo aveva voluto e Grillo aveva riconosciuto in lui la personalità in grado di accordare tutti. Il resto è storia nota e ha portato alla riconferma di Giorgio Napolitano.

Post sul blog di Beppe Grillo contro i maestrini della penna rossa

La risposta di Beppe Grillo arriva dopo l’analisi di Rodotà sul flop elettorale (Stefano Rodotà a Beppe Grillo “Dare colpa agli elettori è una spiegazione che non spiega”). Il portavoce genovese sottolinea le differenze tra voto nazionale e locale e se la prende con chi non perde occasione per saltare sul carro dei vincitori, anche se si tratta di un carro barcollante che più volte è caduto ad un soffio dal traguardo: “ Dopo le elezioni comunali parziali che storicamente, come qualsiasi asino sa, sono sempre state diverse come esito e peso rispetto a quelle politiche, c’è un fiorire di maestrini dalla penna rossa. Sono usciti dalle cantine e dai freezer dopo vent’anni di batoste e di vergogne infinite del loro partito, che si chiami pdmenoelle o Sel, non c’è differenza”. Poi l’attacco personale: “In prima fila persino, con mio sincero stupore, un ottuagenario miracolato dalla Rete, sbrinato di fresco dal mausoleo dove era stato confinato dai suoi a cui auguriamo una grande carriera e di rifondare la sinistra”.

L’attacco non salva poi i volti noti del Pd: Bersani, Vendola, Renzi e Veltroni. Un post che ha suscitato commenti e reazioni contrastanti nel web.

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