Beppe Grillo: “Serve un’economia di Guerra”

L’incontro Grillo-Napolitano è durato un’ora e mezza. In conferenza stampa il comico genovese ha esposto la sua analisi della situazione italiana, avanzato proposte, lanciato feroci attacchi.

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L’incontro Grillo-Napolitano è durato un’ora e mezza. In conferenza stampa il comico genovese ha esposto la sua analisi della situazione italiana, avanzato proposte, lanciato feroci attacchi.

L’Italia è una Caporetto”, “serve un’economia di guerra”, “siamo al default”. Queste sono solo alcune delle espressioni utilizzate da Beppe Grillo per descrivere la situazione dell’Italia, oggi nella conferenza stampa di commento all’incontro con Napolitano. Nel discorso del leader genovese ha riassunto l’essenza del Movimento 5 Stelle, i suoi obiettivi, la sua visione del mondo, persino le sue contraddizioni. Grillo ha riservato ampio spazio alle proposte per l’economia e ha lanciato un feroce attacco ai partiti e ai giornalisti.  

La situazione dell’Italia secondo Beppe Grillo

  Grillo si è detto certo della bancarotta. Ha presentato i dati sulla disoccupazione (“la più alta dal 1977”), sulle imprese (“muoiono con il ritmo di una al minuto”), sul debito pubblico (“giunto a quota 2040 miliardi”). Occorrono misure urgenti, che il comico definisce “da economia di guerra”. Misure che non possono essere adottate da questi partiti: “Questa classe politica non può risolvere i problemi, perché è essa stessa il problema. Il Governo delle larghe intese ha come unico interesse quello di salvare Silvio Berlusconi”. Durissimo l’attacco nei confronti dei giornalisti. Grillo non ha lesinato espressioni colorite, come quando ha urlato: “Dovreste vergognarvi! E’ anche colpa vostra se le cose stanno così. Non avete etica nel vostro lavoro”. Il riferimento è ai continui (o presunti, a seconda dei punti di vista) attacchi dell’informazione nei confronti del Movimento Cinque Stelle ma anche ad alcune soffiate circa la vita privata dello stesso Grillo (indirizzo, fotografie della sua casa etc) che a suo dire hanno messo in pericolo la sua famiglia.    

Le proposte

  Grillo ha avanzato le proposte del suo movimento. Proposte che toccano l’economia, lo stato sociale, i rapporti con l’Europa e con l’estero. Ha giudicato improcrastinabile il taglio dell’Irap per sostenere le imprese, il reddito di cittadinanza per “non lasciare nessuno indietro”. Ha auspicato persino l’introduzione di dazi doganali per proteggere i prodotti Made in Italy. Parlando di Europa, ha dichiarato che “nell’Euro ci si può anche stare”, a patto che si negozino le condizioni. L’idea è quella di ristrutturare il debito, non importa quanto ciò possa fare male a Francia e Germania.

In gioco c’è il destino dell’Italia, perché “non possiamo fallire in nome dell’euro”. Infine, Grillo ha elencato una lunga serie di sprechi da eliminare, a partire da quelli della politica. E qui l’orgoglio per il “megafono più famoso d’Italia” è grande, visto i risultati sbandierati dal Movimento Cinque Stelle, ricordati per altro in conferenza stampa: 1,5 milioni rimessi allo Stato, rinuncia a 42 milioni di rimborsi elettorali. Sbandierati anche i risultati in campo politico: “Abbiamo costretto i partiti a parlare del nostro programma. Di trasparenza, di stipendi, di moralità. Abbiamo già vinto”. Ma ha ammesso anche: “Abbiamo fatto alcuni sbagli. Sbagli di comunicazione con voi”.    

Su Napolitano

  Il Presidente della Repubblica a dire di Grillo si è mostrato ricettivo e ha convenuto con le analisi del M5S circa la situazione dell’Italia, sebbene utilizzando termini diversi. Il leader ha ammesso che Napolitano ha accettato il secondo mandato per senso di responsabilità ma ha anche dichiarato che è “un parafulmine per i partiti, uno scudo”. L’impressione è comunque stata buona. La richiesta di un discorso a reti unificato sul reale stato della crisi non ha trovato però risposta definitiva.

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