Beppe Grillo: “Se ne devono andare tutti”

Beppe Grillo, a meno di due mesi dalle elezioni politiche 2013, scrive contro l'attuale politica italiano, di cui ormai tutti sono stanchi.

di Patrizia Del Pidio, pubblicato il
Beppe Grillo, a meno di due mesi dalle elezioni politiche 2013, scrive contro l'attuale politica italiano, di cui ormai tutti sono stanchi.

Beppe Grillo si scaglia ancora contro la classe dirigente e politica italiana, contro quelli che lui definisce gli “onorevoli disonorati” che ancora hanno il coraggio di ripresentare i loro nomi e i loro visi alle prossime elezioni politiche del 2013. “Se ne devono andare tutti, dove non ha importanza. In un’isola delle Barbados, nell’appartamento monegasco del cognato, in un ospizio, nella tipografia romana del suocero, in Vaticano a pregare per lo Ior, in Europa al posto di Van Rompuy, a insegnare alla Bocconi a studenti inconsapevoli, in un tribunale a esercitare la loro professione, in uno dei loro studi legali a incassare milioni di euro. Se ne devono andare. Non li regge più nessuno. Loro non capiscono. Si credono intoccabili perché garanti di interessi economici delle lobby del cemento, delle cooperative, dei concessionari, della Bce, delle banche internazionali, di Stati esteri.” scrive Grillo sul suo blog e continua descrivendo questa casta di personaggi che vive in un mondo che non è il nostro “Vivono in un mondo a parte, fatto di studi televisivi, di giornalisti proni, di incontri istituzionali a discettare del nulla al quadrato con la rituale foto di gruppo, circondati da commessi, servi, maggiordomi, amanti. Onorevoli disonorati. Facce di bronzo, facce di merda, facce da impuniti, facce da dimenticare se si vuole riacquistare un minimo di serenità. Facce di responsabili dello sfacelo economico e sociale che si fanno il lifting, i sorrisi tirati ormai in un ghigno, l’incedere da uomini di potere che si credono statisti in scatola. Si ripresentano ancora, riverginati, innocenti, candidi come se non fossero colpevoli del più piccolo errore.“. Beppe Grillo non si risparmia e non li risparmia ponendo sulle loro spalle la responsabilità dello sfacelo economico in cui ci troviamo per mantenere i privilegi della loro casta immutati, privilegi pagati col sudore della fronte degli italiani onesti che pagano le tasse ” Loro che hanno disfatto l’economia, l’informazione, la giustizia, la scuola, il tessuto produttivo, lo stesso Stato. Mantenuti nelle loro posizioni privilegiate per decenni, pagate dalle tasse degli italiani a suon di vitalizi mai rinnegati, di leggi ad personam, ad partitum, per gli amici, per i concessionari, per le mafie. Parassiti, pidocchi, mignatte, zecche. Virus che si spacciano per miracolosi medicinali mentre infettano il corpo della Nazione, certi della copertura vigliacca dei media e confidando nella memoria breve degli italiani.” afferma Grillo, ricordando quanto la “memoria breve degli italiani” abbia dato più volte fiducia alle stesse persone che non la meritavano, solo perchè promettevano un domani migliore, meno tasse, il lavoro o chissà che altro. Gli italiani che credono, però, forse non ci sono più, sfiniti dalle tasse, dai sacrifici richiesti, dalle tante bugie mascherate da verità, dallo schifo che ha circondato la politica italiana nell’ultimo ventennio. Grillo ribadisce che “Se ne devono andare. In Parlamento non li vuole neppure l’italiano più mite, il più tollerante, il più distaccato dalla politica. L’Italia è in overdose dei Bindi, Finocchiaro, Cicchitto, Berlusconi, Monti, Bersani, Fini, Alfano, Casini, Maroni e delle centinaia di compari si ostinano a imporre la loro presenza. Non capiscono che sono come Ceaucescu al balcone, Mussolini nel camion verso la Svizzera vestito da soldato tedesco, Hitler nel bunker di Berlino mentre da ordini a divisioni che non esistono più. E’ questione di tempo, ma la loro avventura politica è terminata. La campanella del 2013 è suonata, la ricreazione a spese di generazioni di italiani è finita.“. Speriamo sia vero, speriamo sia solo questione di tempo, speriamo in una classe dirigente migliore che pensi all’Italia e agli italiani prima che al proprio portafogli e al proprio interesse, speriamo in un cambiamento. Abbiamo soltanto un mese e mezzo per sperare, poi tutto sarà stabilito e vedremo se le speranze saranno state ben riposte o meno, se saranno state deluse o se ci sarà un motivo per avere ancora voglia di cambiare la situazione del nostro Paese.

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Argomenti: Politica