Beppe Grillo “Parlare come si pensa è diventato uno scandalo”

Beppe Grillo in un post nel suo Blog si scaglia contro il parlare politicamente corretto, che obbligandoci a una dittatura ci costringe a non dire quello che pensiamo.

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Beppe Grillo in un post nel suo Blog si scaglia contro il parlare politicamente corretto, che obbligandoci a una dittatura ci costringe a non dire quello che pensiamo.

Beppe Grillo nel suo blog scrive un post sul “politically correct” che sta modificando inevitabilmente il linguaggio parlato “Non possiamo più parlare. Il politically correct ha trasformato le nostre conversazioni in parole sintetiche. Di plastica. Le ha svirilizzate. Parlare come si pensa è diventato uno scandalo. La morte è un dolce trapasso. Berlusconi è uno statista, non un evasore fiscale. Non si diventa vecchi rincoglioniti, ma anziani saggi. I lavori umili e socialmente utili sono scomparsi. Lo spazzino è un operatore ecologico. Non ci sono più ciechi e sordi, ma non vedenti e deboli di udito. Questa piaga ipocrita, questa mascherata sta travolgendo tutto e tutti. “. Parla giustamente di ipocrisia Grillo, sottolineando il fatto che tutto quello che vogliamo dire deve essere filtrato e sostituito da parole non offensive “Napolitano non è neppure nominabile in Parlamento. All’ingresso di Montecitorio la politically correct Boldrini metterà la targa “Non bestemmiare e non nominare Napolitano invano”. E che dire dei parlamentari condannati che si fanno chiamare “onorevoli”? Forse dovremmo chiamarli “onorevoli delinquenti”? E dell’ “agibilità politica” al posto della grazia? Chi dovesse esclamare, magari a pieno diritto, “Paese di merda” sarebbe sanzionato, se avesse detto “Questo è il Paese che amo” sarebbe un perfetto candidato per la presidenza del Consiglio.”.   Ma Grillo fa notare che anche se si usano parole diverse per esprimere lo stesso concetto il risultato finale non cambia “L’invalido si alza forse dalla carrozzella perché qualcuno ha deciso che lui è ufficialmente un “ipocinetico”? L’omosessuale pensa forse che gli altri lo amino di più, o lo odino di meno, perché viene chiamato “gay” (un termine riesumato dal gergo criminale settecentesco, dove stava a indicare chi si prostituisce e vive di espedienti)? L’unico vantaggio è che i teppisti che una volta pestavano i froci adesso pestano i gay”. Il leader del Movimento 5 Stelle ci definisci gli Houdini della parola, costretti a barcamenarci in giri linguisti per non offendere gruppi religiosi, popoli e istituzioni “Mentre parli devi continuamente e seriamente valutare se ogni parola che stai per pronunciare può urtare la sensibilità di qualcuno: un gruppo religioso, un’istituzione, una comunità, un’inclinazione sessuale, un’infermità, un popolo. Per non avere problemi devi limitarti ai saluti “Buongiorno e non mi faccia dire altro”. Ti trasformano in un Houdini della parola, in un contorsionista del significato. Non sai più come chiamare le cose, le persone. Un immigrato clandestino è un rifugiato alla luce del sole. Razzi non è ignorante, non ha una perfetta padronanza della lingua italiana.”. Beppe Grillo conclude amaramente il suo post “E’ una dittatura che riguarda anche noi stessi. “Non facciamo fiasco, riusciamo meno bene del previsto. Non siamo drogati, eccediamo nell’uso di sostanze stupefacenti. Non siamo paralizzati, ma affetti da tetraplegia. E la nostra verecondia verbale si spinge oltre la morte: un cadavere. esortava il “New England Journal of Medicine”, andrebbe chiamato “persona non vivente”. Di conseguenza, un cadavere grasso sarà una persona non vivente portatrice di adipe.”

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