Beppe Grillo minaccia: “impeachment” per Napolitano se concede la grazia a Berlusconi

Movimento 5 Stelle all'attacco del Quirinale, subito dopo la nota sul caso della condanna del Cavaliere in Cassazione. Grazia al Cavaliere sarebbe "atto eversivo"

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Movimento 5 Stelle all'attacco del Quirinale, subito dopo la nota sul caso della condanna del Cavaliere in Cassazione. Grazia al Cavaliere sarebbe
Neanche il tempo di ingoiare il rospo amaro della nota “aperturista” del Quirinale sulla possibile concessione della grazia all’ex premier Silvio Berlusconi, che il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo tuona contro il capo dello stato. Lo fa immediatamente il senatore Michele Giarrusso, anticipando l’atteggiamento del suo movimento in un’intervista a L’Espresso.

La grazia a Berlusconi sarebbe un atto eversivo

Giarrusso, membro della Giunta per le elezioni del Senato, ha chiarito che la grazia o qualsiasi atto di clemenza in favore di Silvio Berlusconi sarebbe da considerarsi un “atto eversivo“, tale per cui se Giorgio Napolitano lo concedesse, egli sarebbe chiamato a rispondere per attentato alla Costituzione. E lo stesso senatore pentastellato ha sottolineato come questa sia la posizione di tutto il movimento e presa in accordo con il leader Grillo.
Insomma, se Napolitano darà la grazia al Cavaliere, l’M5S avvierà il procedimento per la messa in stato d’accusa nei suoi confronti, il cosiddetto “impeachment“, mai verificatosi nella storia repubblica e che quasi certamente porterebbe a un nulla di fatto.
Tuttavia, le parole di Giarrusso hanno un forte peso politico. I grillini cavalcheranno in Parlamento e nel paese l’ondata di indignazione anti-Cav, nel caso in cui il leader del centro-destra fosse graziato o comunque beneficiario di un qualsivoglia salva-condotto giudiziario. Una forma di pressione non tanto verso il Quirinale, quanto nei confronti del PD, costretto ad assistere passivamente all’atto di clemenza del Colle, restando alleato del PDL a sostegno del governo Letta.
Lo scenario più probabile, quindi, è che se dovesse arrivare la grazia o la commutazione della pena da detentiva a pecuniaria, il PDL continuerebbe a sostenere Letta e abbasserebbe i toni verso il governo, mentre i democratici potrebbero esplodere, stretti tra la piazza e l’ala sinistra del partito da una parte e la “ragion di stato” dall’altra.
I grillini, d’altronde, sarebbero i più preparati per la protesta, che sarebbe trasformata in una campagna rinvigorita anti-casta. Sono entrati in politica, perché vogliono un Parlamento “pulito”, sostengono. Sarebbe loro servito il piatto più gradito, quello dello scontro con le istituzioni.

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: Politica