Beppe Grillo contro Napolitano: da Berlusconi al ricatto-spread, le colpe del Presidente della Repubblica

Post duro contro Napolitano che spaventa gli italiani con lo spauracchio dello spread: è tempo di tornare alle urne e lasciare che siano gli elettori a scegliere

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Post duro contro Napolitano che spaventa gli italiani con lo spauracchio dello spread: è tempo di tornare alle urne e lasciare che siano gli elettori a scegliere

Sbagliare è umano, perseverare è Napolitano”. Nel suo blog Beppe Grillo torna a criticare la posizione del Presidente della Repubblica, che individua come complice del ventennio berlusconiano. Dopo la vicenda sulla ineleggibilità di Berlusconi, che nel blog del portavoce grillino viene definita senza giri di parole “squallida” e “l’esempio più recente dello stato confusionario della nostra democrazia”, le scelte di governo di Napolitano continuano a palesare un “deficit di democrazia inaccettabile”.

Nuove elezioni: se non ora quando?

Gli italiani subiscono, spesso messi a tacere dalle speculazioni sui mercati finanziari usate come pretesto per forzare la democrazia. Eppure il post richiama un precedente storico in cui proprio “i mercati arrivarono dove la politica italiana mai sarebbe stata capace di arrivare: le dimissioni del governo Berlusconi” (il riferimento è al novembre 2011 quando i mercati hanno supportato la BCE nelle pressioni sullo spread). Quello era il momento propizio per andare a votare (sull’esempio di quanto successo qualche mese prima in Spagna con le elezioni del 20 novembre 2011 successive alla crisi del governo Zapatero). In Italia le cose andarono diversamente: venne imposto il governo Monti, ovvero un governo tecnico proprio per evitare il rialzo sullo spread. Il Pd, continua il je t’accuse sul blog di Grillo, avrebbe dovuto pretendere nuove elezioni e invece si è autocondannato alla disfatta. Andare al voto comunque diventa sotto un’altra ottica inutile visto che è comunque “il solo Presidente Napolitano a fare e disfare i governi in Italia” a prescindere da quale sia la volontà popolare espressa alle urne. Sul fallimento del governo Monti la storia recente parla chiaro: tasse e austerità e nemmeno l’ombra di riforme strutturali. Sarà Berlusconi a decidere quando tornare ai seggi, staccando la spina “al governo Monti a dicembre del 2012. Si va finalmente a votare. Le elezioni di febbraio ci danno un Paese ingovernabile e lei che fa caro presidente? Di nuovo in nome dei mercati che non capirebbero ci impone un governo di larghe intese”. Anche questo governo che esclude le forze nuove si avvia al termine in maniera fallimentare “senza averci consegnato neanche una delle riforme promesse. Certo lo spread tiene ancora ma è sempre grazie a Draghi non certo a Letta se siamo ancora in gioco”.  

Chi ha paura dello spread btp bund? Lo spauracchio che ha fregato gli italiani

Nel finale una richiesta: “la vogliamo smettere di sventolare lo spauracchio dello spread e dei mercati solo quando fa comodo ai politicanti romani? La smetta signor Presidente di provare a convincere gli italiani che il governo Letta sia l’unico possibile perché i mercati non capirebbero. Ci mandi a votare caro Presidente. Si fidi degli italiani per una volta e non dei Violante di turno. Ci mandi a votare e vedremo se l’Italia non saprà dare ai mercati un governo forte e duraturo”

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