Beppe Grillo, con D’Alema sette anni di inciuci

Sarà Massimo D'Alema il prossimo presidente della Repubblica? Beppe Grillo svela i retroscena dell'eventuale nomina di D'Alema. Intanto il metodo Boldrini - Grasso convince alcuni grillini: il Movimento 5 Stelle si spacca?

di Alessandra De Angelis, pubblicato il
Sarà Massimo D'Alema il prossimo presidente della Repubblica? Beppe Grillo svela i retroscena dell'eventuale nomina di D'Alema. Intanto il metodo  Boldrini - Grasso convince alcuni grillini: il Movimento 5 Stelle si spacca?

Dopo l’elezione di Boldrini e Grasso, rispettivamente alla presidenza della Camera e del Senato, il Pd punta alla carica di presidente della Repubblica. Tra i nomi più gettonati ci sono Romano Prodi e Massimo D’Alema. Sul blog di Beppe Grillo le accuse del portavoce del Movimento 5 Stelle contro chi si rende complice della strategia del pdmenoelle.

Movimento 5 stelle spaccato? Sul blog di Grillo serpeggiano critiche e malumori.

Il post di Beppe Grillo dedicato alla possibile nomina di D’Alema come Presidente della Repubblica,  inizia con la considerazione che la questione Camera e Senato è “archiviata”. Eppure così non pare: quello che è successo è un capitolo non ancora chiuso all’interno del Movimento 5 Stelle. Basta scorrere velocemente i quasi 6 mila commenti al post per rendersi conto di come i grillini siano divisi su questo punto. C’è chi ha visto nell’appoggio della candidatura di Grasso e Boldrini un atto di coscienza per una stabilità di cui il Paese ha bisogno, una scelta difficile ma dovuta insomma, una sorta di compromesso a cui scendere per evitare l’alternativa Schifani. Sull’altra sponda, guidata dallo stesso Beppe Grillo, c’è la dura condanna contro chi ha tradito la trasparenza del voto e l’adesione al mandato degli elettori. Il portavoce del Movimento 5 Stelle è stato chiaro chiedendo le immediate dimissioni di chi ha ceduto al “conservatorismo compassionevole” del Pd violando gli obblighi del “codice di comportamento degli eletti”. Tra i commenti emerge anche una corrente meno drastica di chi condanna ma senza mettere alla gogna, di quelli che sono disposti a concedere un’altra possibilità insomma. E’ lo specchio di una democrazia che però può portare allo sgretolamento.  

I “reo-confessi” del Movimento 5 Stelle: Vacciano pronto a discutere le sue dimissioni

Anche all’interno degli eletti emergono visioni opposte sulla decisione di non lasciare la scheda bianca e sulla successiva reazione dura di Grillo. Il senatore Giuseppe Vacciano ha ammesso di aver votato Pietro Grasso, contravvenendo alle indicazioni del gruppo. Affida la sua confessione alla sua pagina Facebook specificando di aver agito liberamente e di non aver ricevuto nessuna offerta o tentativo di compravendita di voti. Anche Francesco Campanella ha ammesso, in un’intervista a Repubblica, di aver votato Grasso. La spiegazione è che “la distanza con il personaggio Schifani era ed è enorme. Ma sia chiaro: non abbiamo firmato alcuna apertura di credito al Pd”. Non si tratta quindi di tradimento ma di un compromesso relativo esclusivamente alla carica istituzionale.  

Massimo D’Alema: candidato Pd o Pdl? I poteri del Presidente della Repubblica

La candidatura di Massimo D’Alema non è ufficiale (l’ex presidente del consiglio ha negato, fino a poche settimane fa, di essere interessato alla poltrona al Quirinale). Eppure il suo nome appare sempre più plausibile nell’ottica di un compromesso che accontenterebbe il Pd senza scontentare troppo il Pdl. E’ proprio dell’inciucio che ha paura Grillo. “Il presidente della Repubblica rimane infatti in carica per sette anni (travalica le legislature) con poteri da monarca”. E’ giusto che questo potere venga conferito a Massimo D’Alema? “L’articolo 87 della Costituzione dà al presidente il comando delle Forze armate, di presiedere il Consiglio Superiore della Magistratura (anche da articolo 104), di concedere la grazia e di commutare le pene. L’articolo 88 gli consente di sciogliere le Camere. Grazie all’articolo 90 non è responsabile di atti compiuti durante le sue funzioni, tranne che per alto tradimento o attentato alla Costituzione. Può eleggere cinque senatori a vita e alterare la volontà delle urne. Per l’articolo 92 nomina il presidente del Consiglio. In virtù dell’articolo 126 può sciogliere il Consiglio regionale e rimuovere il Presidente della Giunta. Può inoltre nominare un terzo della Corte Costituzionale (articolo 135). Infine, per l’articolo 278 a norma di codice penale è comparabile a un’entità ultraterrenaChiunque offenda l’onore o il prestigio del Presidente della Repubblica è punito con la reclusione da uno a cinque anni“. Non bisogna poi trascurare la questione della imparzialità. Solo un mese fa D’Alema ha definito Grillo  “un Berlusconi giovane, più trasversale, ma con un’impronta simile”.  

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Argomenti: Politica