Beppe Grillo boccia i saggi scelti da Napolitano

Dopo l’approvazione del Pd e la reazione più cauta del Pdl arriva la risposta del Movimento 5 Stelle alla proposta di affidare il Governo ad una commissione di saggi: Grillo rivendica la funzione del Parlamento

di Alessandra De Angelis, pubblicato il
Dopo l’approvazione del Pd e la reazione più cauta del Pdl arriva la risposta del Movimento 5 Stelle alla proposta di affidare il Governo ad una commissione di saggi: Grillo rivendica la funzione del Parlamento

Il Pd ha parlato di “unica soluzione possibile” riferendosi alla questione dei saggi scelti da Napolitano. Ma Beppe Grillo ha gelato gli entusiasmi rivendicando la centralità del Parlamento che in questo modo viene delegittimato proprio come è accaduto lo scorso anno con il governo tecnico. Un errore che si ripete? La bocciatura dei saggi (in quanto tali, prima ancora di entrare nel vivo della polemica dei nomi fatti, alcuni dei quali criticabili sotto diversi punti di vista) era stata anticipata da Vito Crimi. Sul blog di Beppe Grillo si legge che alla democrazia non servono badanti. Il portavoce del M5S, riferendosi a Napolitano, incalza «in sostanza ha affermato che un governo, mai sfiduciato…è in carica, sebbene limitato agli affari correnti, e sta operando in collaborazione con il Parlamento, anzi solo previo consenso del Parlamento». Poi, entrando più nello specifico dei nomi, continua «il Paese non ha bisogno di fantomatici negoziatori o facilitatori del calibro di Violante, il gran maestro dell’inciucio, tanto per citarne uno, che operano come gruppi di saggi, non ha bisogno dibadanti della democrazia“, ma di far funzionare meglio il Parlamento e alla svelta».

Riscoprire il ruolo del Parlamento snaturato anche dalla legge porcellum

Per questo motivo Grillo esorta la formazione delle Commissioni Parlamentari: finora i governi non hanno fatto che trasformare i Parlamentari in “Yes man” agevolato anche dal Porcellum. Per ridare centralità al Parlamento “è urgente l’istituzione delle Commissioni per l’esame delle proposte di legge. Le Commissioni a più di un mese dal voto non sono ancora state istituite, il risultato è un rallentamento dell’attività legislativa che potrebbe occuparsi da subito di temi come la nuova legge elettorale, il conflitto di interessi, il reddito di cittadinanza, la legge anti corruzione, l’abolizione dell’Irap”.

Candidato Movimento 5 Stelle al Quirinale: l’elezione l’11 aprile online

Per quanto riguarda il nuovo Presidente della Repubblica, Grillo conferma che il nome sarà scelto l’11 aprile, sempre con la tecnica delle votazioni online. Grillo ribadisce l’accusa di trattive in essere tra Pd e Pdl per trovare un nome comune: «Il Pdl vuole un presidente di garanzia, un salvacondotto per i processi dello psiconano. Il pdmenoelle vuole anch’esso un presidente di garanzia, che lo tuteli dalla prossima bomba termonucleare del Mps. Entrambi vorrebbero un presidente “quieta non movere et mota quietare”. Non un Pertini, ma neppure più modestamente un Prodi che cancellerebbe Berlusconi dalle carte geografiche». Grillo invece suggerisce “un nome nobile e alto che stia appollaiato sul suo ramo ad ascoltare le lodi per la sua indiscutibile alterità che gli arriveranno copiose da giornalisti proni e da politici grati. Io ritengo che il prossimo presidente della Repubblica non debba venire dalla politica, né ricoprire, o aver ricoperto, incarichi istituzionali”. Un pensiero che aveva avanzato anche Vittorio Sgarbi ospite a Servizio Pubblico. Solo che quest’ultimo aveva proposto Riccardo Muti, che è stato protagonista di una polemica accesa proprio con Grillo.  

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Argomenti: Politica