Benvenuti in Italia, giovani e bambini senza futuro: povertà, disagio e istruzione, i dati

I dati Unicef su Italia e non solo: focus sul nostro paese tra povertà, mortalità infantile e istruzione. Una classifica poco lusinghiera.

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I dati Unicef su Italia e non solo: focus sul nostro paese tra povertà, mortalità infantile e istruzione. Una classifica poco lusinghiera.

I dati degli ultimi rapporti Unicef, che riguardano sia bambini che adolescenti, prende in esame la situazione in 41 stati, tra quelli membri dell’Unione Europea e in generale della cosiddetta area OCSE (paesi, per così dire, ad alto reddito). Il primo dato, che vale la pena citare immediatamente, per comprendere la situazione di stallo del nostro paese è il seguente: la media internazionale di coloro che tra i 15 e i 19 anni non studiano e non lavorano (e non si formano in qualche modo) è del 7,1%; in Italia questo dato è ben al di sopra della media: l’11,2% – cosa significa? Semplice, che nel nostro paese 1 ragazzo su 9 non sta costruendosi un futuro. Le motivazioni, ovviamente, non si trovano nel rapporto Unicef, ma le politiche governative dei singoli stati, ovviamente, influiscono pesantemente su questo dato.

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Povertà: i dati Unicef

Per quanto concerne il tema della povertà e altri obiettivi di sviluppo sostenibile, l’Italia si posiziona al 24esimo posto su 41 paesi analizzati. Il dossier dove ce la caviamo peggio è quello che concerne l’eliminazione della povertà, dove il nostro paese si posiziona al 31esimo posto – il che significa che mancano politiche di sostegno al reddito nonostante i bonus del governo Renzi. Un altro dato allarmante riguarda il fatto che il 25,1% dei bambini italiani (1 su 4) vive in condizioni di povertà relativa, mentre addirittura un bambino su 2 (il 51%) si trova in stato di povertà multidimensionale – si tratta del 5° posto in questa classifica, dove i migliori stanno nelle ultime posizioni.

Salute: i dati Unicef – benvenuti in Italia

Per quanto concerne il report sulla salute, l’Italia si posiziona al 18esimo posto. Un dato positivo è quello riguardante la mortalità neonatale – si parla di 2 ogni 1000 ed è il decimo migliore in assoluto. È in diminuzione anche il fenomeno delle gravidanze da adolescenti: nel 2005 vi erano 6,94 ragazze ogni 1000 ad avere un bambino in età compresa tra 15 e 19 anni, nel 2016 è sceso a 5,94. Il trend, dunque, è favorevole. Ma non mancano record negativi: l’Italia è il primo di questi 41 paesi per numero di adolescenti che riferiscono di soffrire di disagi psichici (il 36,5%) e il quinto per quanto concerne gli omicidi infantili. Alcuni aspetti positivi riguardano il basso tasso di suicidio giovanile e quello concernente il tasso di ubriachezza.

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Ma ecco altri dati fondamentali che spiegano perché l’Italia rischia di non avere futuro.

L’istruzione: i dati Unicef

Per quanto concerne questo obiettivo fondamentale, l’Italia si posiziona soltanto al 19esimo posto. I dati sono i seguenti: se è positivo il fatto che il 98% dei bambini tra 3 e 6 anni frequentano istituzioni scolastiche e apprendano a leggere e scrivere prima dell’inizio della scuola primaria, ancora una volta il dato peggiore riguarda gli adolescenti. Soltanto il 66,6%, cioè 2 su 3, a quindici anni ha raggiunto delle competenze di base (non alte, ma appena accettabili) per quanto riguarda la lettura, la comprensione di un testo, le matematiche e le scienze.

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Che dire? Questa è la fotografia dell’Italia: un paese che va impoverendosi, a causa della congiuntura globale e a difficoltà locali che non si vogliono risolvere – si imita l’estero su tanti elementi, ma non su quello dei diritti sociali; un paese in cui i servizi, come sanità e scuola, vanno peggiorando, a causa dei diktat dell’Europa e alla mancata lotta all’evasione fiscale, ‘decisa’ dai governi Renzi e Gentiloni; un paese che ha perso la fiducia con un numero altissimo di giovani che non studiano e non lavorano.

Benvenuti in Italia, un paese non per giovani e bambini.

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