Beni rifugio, è corsa all’acquisto: ecco tutti gli assets che stanno facendo boom

Beni rifugio, è corsa agli assets per ripararsi dai rischi più imminenti. Ecco quali sono e perché stanno guadagnando così tanto.

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Beni rifugio, è corsa agli assets per ripararsi dai rischi più imminenti. Ecco quali sono e perché stanno guadagnando così tanto.

Leggendo i dati del mercato, non c’è dubbio alcuno che gli investitori stiano correndo a ripararsi contro i rischi di un potenziale crollo dei prezzi degli assets. L’evento più temuto è quello di giovedì 23 giugno, quando il Regno Unito celebra il referendum sulla Brexit, con il quale farà decidere ai britannici se vorranno restare ancora nella UE o meno.

Sondaggi incerti spingono a cautelarsi contro l’eventuale “crash”, che si scatenerebbe sui mercati finanziari un istante dopo la divulgazione degli exit polls. Ma il rischio Brexit non è l’unico a tenere banco, perché anche la solidità dell’economia americana inizia ad essere messa in discussione con i continui rinvii di un nuovo rialzo dei tassi USA, così come regna l’incertezza anche con riferimento al prossimo inquilino alla Casa Bianca (Donald Trump o Hillary Clinton?).

Corsa verso beni rifugio

Sta di fatto, che oggi lo yen si è spinto fin sotto a un cambio di 106 contro il dollaro, rafforzandosi ai massimi degli ultimi 22 mesi. Dall’inizio dell’anno, la valuta nipponica si è apprezzata contro al divisa americana di quasi il 12%, cosa che potrebbe spingere la Bank of Japan a giorni ad annunciare nuovi stimoli monetari, dopo gli 80.000 miliardi di yen all’anno già in cantiere e l’adozione dei tassi negativi a inizio 2016.

Restando in fatto di valute, anche il franco svizzero torna a rafforzarsi e ora scambia a 1,08561 contro la moneta unica, ai livelli iniziali di quest’anno e guadagnando il 2,4% in appena 3 settimane. La banca centrale svizzera, la SNB, starebbe già indebolendo il cambio con acquisti di valuta straniera e potrebbe apertamente manovrare il cambio nel caso di Brexit per impedirne un ulteriore rafforzamento.

 

 

 

 

Rendimenti Bund ai minimi storici

Sintomo di coperture contro i rischi è anche la discesa ai nuovi minimi storici del rendimento decennale dei Bund allo 0,023% questa mattina. I titoli di stato emessi da Berlino sono considerati un porto sicuro contro le tensioni internazionali. I rendimenti decennali della Germania hanno perso oltre 60 punti base dall’inizio dell’anno e attualmente sono negativi fino alla scadenza dei 9 anni, mentre sui 30 anni non arrivano allo 0,6%.

Quotazioni oro di nuovo in crescita

Infine, il bene-rifugio per eccellenza: l’oro. Le quotazioni sono schizzati oltre i 1.280 dollari l’oncia stamattina, segnando un +5,3% a giugno e salendo ai massimi da quasi un mese (+20% quest’anno).

Rendimenti Treasuries ai livelli del 2013

Tradizionalmente, il ruolo di bene-rifugio lo assolvono anche i Treasuries, i titoli di stato USA. I rendimenti decennali si sono portati all’1,635%, il livello più basso toccato da 29 mesi e tornando ai minimi di oltre 3 anni fa. Al contrario, in questa fase il dollaro non alletta più di tanto il mercato, tanto da perdere più del 4% contro le principali valute quest’anno, pur stabilizzandosi in lieve rialzo nelle ultime sedute. In questo caso, a remare contro è l’attesa per un rinvio del rialzo dei tassi USA da parte della Fed, peraltro sintomatico dei timori dell’istituto per la solidità dell’economia americana.

 

 

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