Bce: tensioni in eurozona calate, ma il sistema resta fragile

Il rapporto di Mario Draghi sul 2012 evidenzia rischi da squilibri per la vulnerabilità della finanza. L’eccessivo debito di alcuni stati europei costituisce una seria minaccia alla crescita economica

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Il rapporto di Mario Draghi sul 2012 evidenzia rischi da squilibri per la vulnerabilità della finanza. L’eccessivo debito di alcuni stati europei costituisce una seria minaccia alla crescita economica

Perde colpi la speculazione in Europa, ma potrebbe essere solo una breve tregua. Le tensioni finanziarie e sui debiti dell’area euro si sono nettamente attenuate dopo l’estate dello scorso anno, e nella seconda metà del 2012 si è visto un minor numero di segnali di stress finanziario, “ma il contesto di stabilità dell’area euro ha continuato ad essere fragile”. Lo afferma il presidente della Bce, Mario Draghi, nell’editoriale del rapporto annuale dell’istituzione pubblicato oggi. Secondo Draghi “l’elemento chiave della fragilità ha continuato ad essere il potenziale peggioramento della spirale negativa tra fattori di rischio sistemico, che derivano dagli squilibri e le vulnerabilità degli ambiti macroeconomico, di bilancio e finanziari”.

 

Crescita economica a rischio se debito/pil non scende al di sotto del 90%

 

Mario Draghi in conferenza stampa su tassi d'interesse

Il problema riguarda sostanzialmente i paesi indebitati dell’eurozona, fra cui l’Italia che rimane osservato speciale anche in previsione della prossima e attesa chiusura di procedura d’infrazione sul deficit da parte di Bruxelles. In particolare – si legge nel rapporto della Bce 2012 – “se non affrontati, alti livelli di debito e deficit persistenti possono minacciare le prospettive di crescita”, ricordando che un debito/Pil oltre il 90% “pesa sulla crescita e che, malgrado il rallentamento nel 2012, il rapporto debito/Pil resta in un trend in rialzo in molti Paesi nel 2013”. L’annuncio del programma di acquisto bond da parte della Bce ha ridotto i rischi, ma la situazione “resterà fragile finché le cause primarie della crisi non saranno affrontate”. Il monito di Draghi – commentano a caldo gli esperti – si inserisce in un quadro di timido ritrovato ottimismo sul mercato dei titoli governativi, soprattutto dopo la manovra di salvataggio di Cipro da parte della Ue.

Il clima che si è innescato ha creato apprensione fra gli operatori, ma è anche un segnale importante del fatto che nessun paese finora ha lasciato la moneta unica a causa della crisi dei debiti sovrani.

 

In Italia le banche continuano a prestare poco denaro alle imprese

Più complessa appare la situazione in Italia dove il clima politico dove il clima politico al momento non aiuta a superare i problemi economici e di credito. Non si allenta, infatti, la stretta creditizia delle banche italiane e in questo secondo trimestre ci sarà un nuovo peggioramento. Lo afferma la Banca d’Italia diffondendo i risultati per gli istituti italiani dell’indagine sul credito bancario nell’area euro. In Italia, nel primo trimestre 2013, “il grado di restrizione dei criteri adottati nella concessione di prestiti alle imprese è rimasto invariato,in linea con quanto registrato nel complesso dell’area euro”.”La cautela delle banche -sottolinea Via Nazionale- continua a riflettere principalmente le percezioni sul rischio di credito, connesse con le condizioni cicliche.

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