BCE, svolta “gentile” di Draghi manda lo spread BTp-Bund ai minimi da 10 mesi

Spread ai minimi dall'avvio del governo Gentiloni e cambio euro-dollaro in calo dopo il board della BCE, che avvia il "tapering" soft.

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Spread ai minimi dall'avvio del governo Gentiloni e cambio euro-dollaro in calo dopo il board della BCE, che avvia il

Centrate le attese: gli acquisti di assets realizzati mensilmente dalla BCE con il “quantitative easing” verranno dimezzati a 30 miliardi dal gennaio prossimo e rimarranno attivi almeno fino a settembre, attuando quello che è stato nominato l’“open ended QE”. In tutto, gli stimoli monetari saranno potenziati di 270 miliardi, dopo la scadenza di quest’anno. E niente vieterà a Francoforte di estendere ancora il piano, nel caso in cui ciò si rendesse necessario.

L’obiettivo resta lo stesso: far tendere l’inflazione al target di “poco inferiore al 2%”, non ancora centrato per l’Eurozona. Il governatore Mario Draghi è stato chiaro sul punto, ripetendo volutamente più volte nel corso della conferenza stampa di questo pomeriggio, che “ancora non ci siamo”.

Alla domanda di una giornalista del Financial Times, che prendeva spunto da una considerazione della BIS (Banca internazionale per i Regolamenti), se le banche centrali non debbano rassegnarsi alla bassa inflazione, dipendendo da fattori come la tecnologia, Draghi ha risposto di essere consapevole che tecnologia e globalizzazione tenderebbero a fare crescere lentamente i prezzi e che su questo gli istituti non possano nulla, ma ha spiegato che Francoforte si concentrerebbe sui fattori “domestici” che agiscono sull’inflazione e su cui la politica monetaria influisce. (Leggi anche: Board BCE, Draghi annuncia tapering)

Consenso largo, ma non unanime nel board

Ha ammesso che le misure adottate oggi non abbiano riscosso l’unanimità, ma alcune “un largo consenso”, altre una “larga maggioranza”. L’istituto non pubblica mai il modo in cui votano i singoli governatori, ma è probabile che la Bundesbank abbia espresso contrarietà o si sia astenuta, considerando troppo graduale l’avvio del cosiddetto “tapering”. D’altra parte, sia Draghi che il vice Vitor Constancio hanno posto molta attenzione su un’altra misura da tempo adottata dalla BCE e confermata anche dal board odierno: il reinvestimento dei bond in scadenza.

La liquidità ricavata dalle scadenze degli assets acquistati sin dal marzo 2015 verrà reinvestita “totalmente” e “per un periodo esteso di tempo”. Gli importi variano di mese in mese, segnala Constancio, ma la certezza è che potenzieranno gli stimoli, anche quando verranno ridotti e li manterranno in vita pure dopo la loro completa soppressione.

E Draghi ha voluto chiarire anche un altro aspetto: non esiste alcun rapporto tra bilancio BCE e tassi. Quanto a questi ultimi, rimarranno stabili “ben oltre la fine del QE”, ma se la Federal Reserve ci ha impiegato 12 mesi per passare dal completamento del “tapering” alla prima stretta dopo 9 anni e mezzo, Francoforte non è detto che seguirà una tempistica simile, viste le “differenze giurisdizionali”, così come anche le diverse condizioni di ciclo economico tra USA ed Eurozona e il differente meccanismo di formazione dei prezzi nelle due realtà. (Leggi anche: Bassi tassi, Draghi si difende dagli attacchi tedeschi)

QE flessibile

Sui dubbi che l’istituto sarà in grado di portare avanti il QE fino al settembre dell’anno prossimo, quando gli analisti stimano in 200 miliardi gli acquisti aggiuntivi possibili, prima che la BCE resti a corto di bond da acquistare, il governatore ha ribadito e ricordato la flessibilità con cui gli stimoli sono stati e verranno condotti anche in futuro. Come dire, le regole potranno essere cambiate ancora una volta per adeguarsi alla mutata realtà sui mercati. Infine, una battuta sulla Catalogna: “troppo presto per dire se avrà un impatto finanziario” nell’area.

Al termine della conferenza stampa, il cambio euro-dollaro perdeva mezzo punto percentuale, scendendo a 1,1759, mentre i rendimenti decennali italiani crollavano sotto il 2%, perdendo 9 punti base rispetto ai minuti precedenti il comunicato ufficiale, in area 1,95%, ai minimi da 4 mesi. In calo anche lo spread BTp-Bund a 150-151 bp, il livello più basso dal dicembre scorso. Mette il turbo Piazza Affari con il +1,22% segnato dall’Ftse Mib, doppiando i guadagni giornalieri di Francoforte. Relativamente stabile l’oro a poco sopra i 1.275 dollari l’oncia. (Leggi anche: Attesa per Draghi, parola ai mercati)

 

 

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