Bce, il salvataggio dell’Eurozona in otto mosse

Ecco gli otto strumenti a disposizione del Governatore Mario Draghi per salvare l’Eurozona.

di Stefano Fugazzi, pubblicato il
Ecco gli otto strumenti a disposizione del Governatore Mario Draghi per salvare l’Eurozona.

Ralph Atkins del Financial Times ha paragonato Mario Draghi a un abile scrittore di libri gialli. «È bravo a creare suspense e a stravolgere le aspettative perché quando scorso dicembre i mercati davano per certa l’estensione del Securities Market Programme (SMP), il Governatore della Bce li sorprese annunciando una doppia campagna di rifinanziamento a lungo termine (LTRO), una novità per l’Eurozona».

Otto mesi più tardi il copione è destinato a ripetersi. La scorsa settimana, infatti, il Governatore della Bce ha mischiato nuovamente le carte quando ha annunciato che «la Bce è pronta a fare tutto il necessario per salvare l’euro. E credetemi – ha sottolineato Draghi –  sarà sufficiente».

Quella di oggi potrebbe dunque essere davvero «la giornata più lunga dell’Euro». Ma attenzione a non responsabilizzare troppo Draghi e la Banca centrale europea. Le decisioni che usciranno oggi dall’EuroTower saranno sicuramente importanti, ma non sufficienti a colmare le lacune strutturali di Bruxelles e degli Stati Membri.

Di seguito riassumiamo per sommi capi le iniziative di politica monetaria che Bce potrebbe annunciare oggi e/o riproporre in un prossimo futuro.

TAGLIARE I TASSI D’INTERESSE

Un mese fa la Bce ha abbassato i tassi d’interesse di 25 punti base portandoli allo 0,75%. Non è da escludere che Draghi decida di abbassare nuovamente i tassi di 25 punti base, anche se è probabile che la Bce voglia giocarsi questa carta più avanti, magari in autunno. A meno che Draghi non faccia un “all-in” pokeristico e decida di portare già oggi i tassi al di sotto dello 0,50%. Magari azzerandoli.

AGIRE SULLE DEPOSIT FACILITY

A luglio la Bce ha rivisto al ribasso i tassi sui depositi portandoli allo 0%. Il Governatore potrebbe nuovamente tagliare i tassi sulle “deposit facilities” spingendoli in territorio negativo. L’obiettivo di tale misura è forzare le istituzioni a immettere la liquidità in circolo all’economia reale anziché “parcheggiarla” presso la Bce.

LANCIARE UNA TERZA CAMPAGNA DI RIFINANZIAMENTO A LUNGO TERMINE (LTRO)

Secondo Fitch Ratings, è una questione di tempo prima che la Bce annunci una terza operazione di rifinanziamento a lungo termine (LTRO). Difficilmente Draghi annuncerà una nuova campagna di LTRO prima del 2013 perché il problema non è l’assenza di liquidità, bensì la sua trasmissione all’economia reale.

ABBATTERE I COLLATERALI

Per accedere al funding, gli istituti di credito devono presentare delle garanzie che non sono altro che i collaterali. La Bce potrebbe nuovamente estendere la gamma di collaterali e abbassare i requisiti minimi richiesti. L’obiettivo è soddisfare le necessità di tutti quegli istituti e asset che nel corso degli ultimi mesi sono stati oggetto di declassamento da parte delle agenzie di rating.

ACQUISTARE I CORPORATE BOND

La Bce potrebbe acquistare le obbligazioni emesse dalle società (finanziarie e non) dei paesi maggiormente colpiti dalla crisi del debito sovrano. Non solo questa rappresenterebbe un’importante novità per l’Eurozona, ma colmerebbe il vuoto lasciato dalle due recenti operazioni di rifinanziamento a lungo termine immettendo la liquidità direttamente nell’economia reale.

RIATTIVARE IL SECURITIES MARKET PROGRAMME (SMP)

Da 20 settimane la Bce non acquista sul mercato secondario i titoli di stato dei Paesi periferici. Il Securities Market Programme (SMP) potrebbe essere, tuttavia, riattivato, ma non subito. Secondo la nota agenzia di stampa Reuters, infatti, prima di annunciare urbi et orbi la riapertura del programma d’acquisto dei titoli sovrani Draghi deve risolvere le divergenze con la Bundesbank.

FISSARE UN TETTO AI RENDIMENTI DEI BOND SOVRANI

Secondo alcuni analisti non è da escludere che la Bce intervenga sul mercato dei bond sovrani fissando un tetto massimo (dichiarato o no) sui rendimenti dei buoni del tesoro italiani e spagnoli.

CREARE INFLAZIONE

Dovesse la crisi perdurare e le soluzioni annunciate oggi da Draghi fallire, la Bce avrebbe ancora a disposizione un ultimo colpo in canna: stampare moneta ricorrendo a un quantitative easing “puro”. Per fare ciò, la Bce dovrebbe rinnegare il paradigma della «stabilità dei prezzi nell’area dell’euro».

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Argomenti: Crisi Euro