BCE, Draghi: pronti ad agire contro bassa inflazione. Ecco le misure

Dall'Olanda, il governatore Mario Draghi ha dichiarato che la BCE è pronta ad intervenire con misure monetarie di stimolo contro il rischio di una bassa inflazione prolungata.

di , pubblicato il

Da Amsterdam, in Olanda, dove ha partecipato al convegno “La comunicazione sulla politica monetaria in tempi di turbolenza”, in occasione dei 200 anni dalla nascita della banca centrale olandese, il governatore della BCE, Mario Draghi, sembra avere rotto definitivamente gli indugi su un possibile intervento di Francoforte contro il rischio deflazione.

Draghi ha avvertito sui rischi di un peggioramento delle prospettive di inflazione nel medio termine, precisando che il Consiglio direttivo della BCE si impegna ad utilizzare gli strumenti per contrastare un periodo prolungato di bassa inflazione.

 

APPROFONDISCI – La BCE e il dilemma sul super-euro e sul rischio deflazione

 

Attraverso la cosiddetta “forward guidance”, le indicazioni sui movimenti futuri dei tassi, spiega Draghi, la BCE intende fugare le incertezze sulle condizioni future della politica monetaria e avverte che non sarebbero giustificate condizioni restrittive di quest’ultima, avendosi la necessità, quindi, di varare misure di sostegno al credito bancario, o attraverso il varo di una terza asta Ltro mirata o tramite l’acquisto di Abs, ossia di titoli che cartolarizzano i prestiti delle banche alle imprese.

Ecco le misure annunciate

In sostanza, Draghi ha anticipato che la BCE intende avvalersi sia degli strumenti convenzionali che di quelli non convenzionali di politica monetaria, intravedendo il pericolo di un inasprimento delle condizioni sul mercato obbligazionario e un apprezzamento eccessivo del tasso di cambio dell’euro. Se le consuete misure sui tassi non dovessero trasmettersi all’economia, tramite il circuito del credito, la BCE farà ricorso all’acquisto di asset o a una nuova Ltro.

Forse, mai da quando è in carica dal novembre 2011, Mario Draghi si è mostrato così esplicito con riguardo sia alle misure da assumere, sia dei timori per un possibile deterioramento delle prospettive sull’inflazione. 

Senza mai citarlo, sullo sfondo del suo ragionamento si nota un forte timore per il rischio deflazione, anche se il governatore ha sempre negato che tale pericolo sia esistente per l’Eurozona.

Resta da vedere, tuttavia, se le parole di Draghi siano frutto di un accordo già trovato con i principali “falchi” del board, Bundesbank in testa, oppure se non siano al contrario un mezzo di moral suasion, in vista della prossima riunione dell’8 maggio.

 

APPROFONDISCI – BCE: il quantitative easing non è scontato, ecco perché

BCE: il quantitative easing arrivera a settembre? Ecco le ultime previsioni

 

 

 

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: