BCE, Draghi mantiene aperta la finestra sulle misure non convenzionali

Il governatore della Bce pensa a nuove misure straordinarie lasciando intendere che ci sono ancora spazi di manovra sui tassi

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Sembrano uno stop and go le dichiarazioni e gli atti conseguenti di Mario Draghi sulla politica monetaria della BCE. Se solo due settimane fa, dopo il board mensile, aveva posto l’accento sul risanamento dei conti pubblici, deludendo i mercati su un possibile nuovo taglio dei tassi, adesso sembra che il governatore voglia preannunciare l’adozione di nuove misure, che forse proporrà al board già agli inizi di luglio.

Nel suo discorso a Gerusalemme, infatti, Draghi ha ribadito che la politica monetaria rimarrà accomodante per tutto il tempo necessario e che la BCE ha altri strumenti, oltre all’Omt (il famoso piano anti-spread), per agire, come i tassi e altre misure non convenzionali. Lo stesso governatore, però, ha ribadito che questi strumenti potrebbero avere effetti indesiderati e che, tuttavia, ciò non si deve tradurre nella loro non adozione, quanto nell’uso con cautela. Infine, ha ricordato che queste misure sarebbero contemplate nello statuto dell’Eurotower, ossia non farebbero sconfinare il suo mandato.

Le misure a cui Draghi ha fatto riferimento sarebbero essenzialmente due: l’adozione di tassi negativi sui depositi overnight e la cartolarizzazione dei crediti bancari verso le piccole e medie imprese. A ciò si aggiunge la possibilità di tagliare ancora i tassi di riferimento, che a maggio sono stati ridotti allo 0,50%. Si tratta cioè, nel primo caso di fare pagare gli istituti per parcheggiare liquidità volontaria presso Francoforte, anziché corrispondere loro una remunerazione (anche se oggi i tassi sono già nulli); nell’altro caso, invece, gli istituti potrebbero scontare presso la BCE i crediti erogati in favore delle pmi, magari garantiti dall’ESM, il Fondo permanente salva-stati, al fine di sostenere gli impieghi verso l’economia reale.

La contrarietà della Bundesbank a questi strumenti è nota, tanto che lo stesso piano anti-spread o Omt è oggetto di un processo iniziato la scorsa settimana a Karlsruhe, davanti alla Corte Costituzionale tedesca, per verificare che non contrasti con la Carta fondamentale della Germania sull’esposizione eccessiva del bilancio federale a rischi esterni, nonché sulla stabilità dei prezzi.

 

La Fed proseguirà con il suo quantitative easing?

Ma in queste ore si guarda con una certa apprensione anche a quanto deciderà domani la Federal Reserve sulla prosecuzione o meno del suo “quantitative easing”, che nella terza formula adottata consiste nell’acquisto di asset pubblici e privati fino a 85 miliardi di dollari al mese. Per evitare che si alimenti ancora di più una bolla azionaria e obbligazionaria e per impedire che si destabilizzino nel medio termine i prezzi, Bernanke potrebbe essere costretto già da questa estate a ridurre la portata del suo QE3, anche se la dichiarazione congiunta del G8, per cui la politica monetaria dovrà rimanere accomodante finché la ripresa non si sarà consolidata, lascia prevedere che domani non dovrebbe essere comunicato alcuno stop, quanto che semmai la situazione dei mercati e dell’economia reale sarà meglio monitorata.

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