Bassa crescita “patologica”: la denuncia di Confcommercio, che dimezza le stime

L'Italia nella morsa della bassa crescita "patologica", secondo la Confcommercio, che quasi dimezza le stime sul pil per l'anno prossimo.

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L'Italia nella morsa della bassa crescita

L’Ufficio Studi di Confcommercio ha tagliato ieri le stime di crescita dell’economia italiana per il 2017, abbassandole dal +1,6% precedentemente atteso ad appena il +1%. Una drastica revisione al ribasso è stata effettuata per i consumi, che l’anno prossimo salirebbero dello 0,6%, quando solo tre mesi fa venivano stimati al +1,7%. Le cifre sono state fornite all’apertura del Forum Conftrasporto-Confcommercio, nel corso del quale è stato affrontato il tema della bassa crescita “patologica”, che l’Italia mostrerebbe ormai un termini strutturali, come segnalerebbero diversi dati.

Partiamo da quello più importante: il pil. Fatto 100 il livello di ricchezza prodotto dal nostro paese nel primo trimestre del 2014, al secondo trimestre di quest’anno era salito ad appena 101,3, mentre in Germania era a 103,2, in Svezia a 108 e in Irlanda a 134,1. (Leggi anche: L’Italia nella morsa della bassa crescita)

Cortocircuito tra crescita e trasporto merci

E c’è una ragione di questa patologia, come la definisce Confcommercio. Ci sarebbe un “cortocircuito” tra crescita e volumi di merci trasportate. In altre parole, l’Italia mostrerebbe un’asimmetria tra le fasi recessive e quelle espansive della sua economia. Quando il nostro pil arretra dell’1%, infatti, i volumi delle merci scendono da noi del 3,5%, ma quando il primo sale dell’1%, i secondi avanzano di solo lo 0,9%. Detto in altre parole, il recupero viaggia a un quarto della velocità delle perdite nelle fasi negative.

Le previsioni per il biennio 2017-’18

Viceversa, in Germania si assiste a un calo dei volumi trasportati del 2,1%, quando il pil tedesco si contrae dell’1%, ma quando questi cresce della stessa entità, i primi aumentano del 3%, ovvero a un ritmo superiore al passo indietro precedente. A causa di questa divergenza, l’Italia sarà destinata a restare sempre più fanalino di coda, avverte la principale confederazione dei commercianti.

Quanto alle altre previsioni, gli investimenti sono attesi in crescita del 2%, le esportazioni del 3,1% e le importazioni del 2,6% nel 2017, così come l’occupazione dovrebbe aumentare dello 0,4% e l’inflazione accelerare all’1,2%. Infine, crescita al +1,2% tra due anni, ma consumi ancora stagnanti: dovrebbero crescere di un altro 0,6%. (Leggi anche: Ripresa economica, previsioni del governo sovrastimate di 3 volte)

 

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