Banche europee, UE dice no a nuove regole sui capitali di Basilea III

La UE ha rigettato la proposta di requisiti più stringenti sui capitali delle banche. L'Europa non può permettersi una nuova stretta.

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La UE ha rigettato la proposta di requisiti più stringenti sui capitali delle banche. L'Europa non può permettersi una nuova stretta.

La UE si è opposta alla proposta da parte del Comitato di Basilea delle nuove regole di valutazione degli assets delle banche, secondo un funzionario di Bruxelles. Il Vecchio Continente, sede di circa la metà delle grandi banche del pianeta, non intende avallare i nuovi requisiti più stringenti, noti anche come Basilea III, che richiederebbe elevati sforzi di ricapitalizzazione per gli istituti europei.

Sul piano internazionale, infatti, si discute sulle modalità per arrivare a una valutazione dei rischi uguale in tutto il pianeta, evitando segmentazioni eccessive e distorsive. (Leggi anche: Basilea III vale anche per banche USA)

UE contro unico modello valutazione banche

La UE riconosce che le diversità legislative e regolamentari su come gli assets bancari debbano essere valutati siano da superare, ma a gennaio si era impegnata con le banche europee ad evitare una nuova stretta sui capitali, considerata non sostenibile allo stato attuale. In ogni caso, spiega, non sarà l’adozione di un metro uguale per tutti la soluzione, anche perché i modelli di valutazione dovrebbero riflettere diversità regionali. Ad esempio – sempre la UE – se il mercato immobiliare in un’area è meno rischioso, ciò deve riflettersi nelle valutazioni delle banche.

Da circa un decennio, alle banche è consentito utilizzare modelli di valutazione sofisticati, sottoposti all’approvazione dei supervisori. Nonostante tali pratiche avrebbero dovuto portare a una riduzione della discrezionalità e all’adozione di modelli quanto più aderenti ai rischi reali, l’evidenza empirica appare diversa. Da qui, lo studio di modelli di valutazione internazionali, ma che penalizzerebbero proprio le banche europee.

Banche europee non possono permettersi regole più stringenti

In Europa, i prestiti alle imprese sono erogati per lo più dagli istituti, contrariamente agli USA, dove è più diffusa la pratica dell’emissione dei bond. E mentre le banche europee tengono in pancia fino alla scadenza i mutui concessi alle famiglie, in America questi sono cartolarizzati, anche avvalendosi del sostegno di istituzioni pubbliche, come Freedie Mac.

Ne consegue che requisiti più stringenti sui capitali minimi imposti alle banche avrebbero un impatto più negativo sull’economia europea, che non in altre aree avanzate del pianeta.

Il modello banco-centrico su cui si regge il nostro continente spinge le istituzioni comunitarie ad opporsi a regolamentazioni più restrittive. Se c’è una cosa, che l’Europa non può permettersi in piena era di tassi negativi, di bassa crescita e di enorme mole di sofferenze in alcuni paesi come l’Italia è proprio chiedere alle sue banche nuovi capitali. (Leggi anche: Esami farsa su banche europee)

 

 

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