Basilea ammorbidisce le norme sui mutui bancari dopo le proteste scandinave

Proteste della Scandinavia contro i criteri di valutazione del rischio più rigidi, previsti dal Comitato di Basilea, che compie un passo indietro.

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Proteste della Scandinavia contro i criteri di valutazione del rischio più rigidi, previsti dal Comitato di Basilea, che compie un passo indietro.

Il Comitato di Basilea sulla Supervisione Bancaria ha ritirato la proposta di introdurre sul piano internazionale la norma, secondo la quale il rischio ponderato per i mutui immobiliari andrebbe calcolato anche sulla base della capacità delle famiglie di onorare le scadenze. Pertanto, resta come riferimento principale solo il rapporto tra il mutuo concesso e il valore dell’immobile. Il passo indietro si è reso necessario dopo le proteste di paesi come Svezia, Danimarca, Olanda e Germania, che lamentavano come la nuova normativa avrebbe avuto un impatto duro sui loro sistemi bancari. La Banca dei Regolamenti Internazionali ha altresì eliminato la previsione di introdurre un tasso di rischio ponderato del 35% per i mutui immobiliari, notevolmente superiore al 13% della Danimarca o del 25% della Svezia. Questi paesi sostengono che il basso rischio ponderato valutato sarebbe frutto di decenni di basse perdite accusate dai rispettivi comparti immobiliari.

Bolla immobiliare preoccupante in Scandinavia

Le resistenze del Nord Europa contro una legislazione più dura sulla concessione dei mutui immobiliari è la spia delle preoccupazioni dei governi dell’area sul possibile contraccolpo che subirebbero le banche dei loro paesi, nel caso di una valutazione del rischio più attenta. Non è per nulla casuale, ad esempio, che si siano scagliati contro la decisione di legare il rischio alla capacità del mutuatario di onorare il debito: le famiglie svedesi e danesi risultano tra le più esposte al mondo, in relazione ai loro redditi disponibili. Un po’ tutto il Nord Europa soffre di una grossa bolla immobiliare, alimentatasi negli anni e che si è subito riformata dopo la crisi finanziaria del 2008-’09, in parte anche a causa delle politiche monetarie ultra-accomodanti delle banche centrali, che azzerando i tassi, stanno incentivando l’ulteriore ricorso all’indebitamento.

     

Prezzi case Svezia corrono senza sosta

La situazione più preoccupante si respira in Svezia, dove i prezzi delle case sono triplicati negli ultimi 20 anni e unitamente alla carenza di nuove abitazioni, ciò ha dato vita a un eccesso di domanda sul mercato immobiliare, che non arresta la crescita a doppia cifra dei valori immobiliari. I tentativi di placare la bolla, attraverso misure micro-prudenziali volontariamente applicate dal sistema bancario nazionale non stanno esitando gli effetti sperati. Regole più stringenti per l’erogazione dei mutui immobiliari sono ormai considerate necessarie in tutta la Scandinavia, ma l’unica certezza è che queste economie non potrebbero permettersi l’introduzione di norme di valutazione immediatamente più rigide, rischiando di aprire il vaso di Pandora di una potenziale crisi finanziaria devastante, non solo per quelle latitudini.  

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