Bankitalia: Visco verso il bis, ma basta ignorare errori su crisi banche

Il bis per Ignazio Visco a governatore di Bankitalia sembra quasi scontato. Per Matteo Renzi si tratta di una durissima sconfitta, che allontana anche una doverosa riflessione sulla crisi delle banche italiane.

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Il bis per Ignazio Visco a governatore di Bankitalia sembra quasi scontato. Per Matteo Renzi si tratta di una durissima sconfitta, che allontana anche una doverosa riflessione sulla crisi delle banche italiane.

Questione di ore e Ignazio Visco verrà confermato governatore di Bankitalia. Lo sostengono rumors attendibili e rilanciati da tutti i principali quotidiani italiani, secondo i quali il premier Paolo Gentiloni dovrebbe proporre il suo nome entro stasera, con ogni probabilità dopo che sarà terminata la riunione del board della BCE, alla quale Visco partecipa in rappresentanza dell’Italia. Lo stesso segretario del PD, Matteo Renzi, avrebbe accettato l’idea di un bis per il governatore, nonostante abbia fatto di tutto per impedirlo, quando la settimana scorsa ha fatto presentare dal suo gruppo alla Camera una mozione con la quale chiedeva discontinuità, ottenendo come unico risultato l'”insurrezione” del mondo istituzionale, accademico e parte di quello politico.

Lo avevamo scritto ieri e non possiamo che ribadirlo: se confermata, la nomina di Visco per un secondo mandato suona come una terribile disfatta mediatica e politica per Renzi, che esce da questa partita fortemente ridimensionato come leader. Il suo problema principale sta nell’avere cercato di approfittare della scadenza per ribaltare la narrazione prevalente sulla gestione della crisi delle banche italiane, scaricando ogni responsabilità sui vertici di Palazzo Koch. (Leggi anche: Bankitalia, Renzi subisce dura sconfitta)

Abbiamo avuto modo di riassumere le vicende di questi anni, segnalando come di errori ne sarebbero stati commessi tanti sia dalla politica, sia anche dai “tecnici” di Bankitalia, Consob, etc. Attenzione, perché quando parliamo di errori, non ci riferiamo a ipotesi di reato, bensì a una gestione complessivamente carente della crisi e all’incapacità dimostrata di sventarla o almeno di minimizzarla. Visco non può certo essere considerato il responsabile per il boom dei crediti deteriorati delle banche italiane negli ultimi anni, causa principale della crisi del settore, ma conseguenza di un’altra crisi, quella dell’economia.

Gli errori di Visco

Ciò che può essergli rimproverato è lo scarso tempismo: non ha compreso a suo tempo che MPS avesse rilevato da Santander una banca (Antonveneta) a un prezzo spropositato, che ne ha devastato i bilanci, segnando la fine di Siena; non ha funzionato il sistema dei controlli da lui presieduto sulle due banche venete – Popolare di Vicenza e Veneto Banca – che raccattavano capitali con prestiti baciati illegali ed erogavano crediti a go-go ad amici o ai dirigenti stessi, senza seguire le più elementari regole bancarie; ha concorso a salvare in extremis le quattro banche minore in risoluzione dal novembre 2015 (Banca Etruria, Banca Marche, Carife e CariChieti), rilevandone i crediti deteriorati a prezzi decisamente ridotti (17,5% del valore nominale) e scatenando una furia in borsa contro i titoli bancari italiani; ha benedetto e ricercato soluzioni evidentemente insufficienti, come la garanzia sugli Npl ceduti e la nascita del Fondo Atlante, sottovalutando la portata della crisi bancaria nel nostro paese.

Se si fosse voluto ragionare seriamente sulla carenza dei controlli, si sarebbe dovuti partire non dalla persona del governatore e non a due settimane dalla scadenza del suo mandato. Renzi ha cercato di trasformare la vicenda in una contesa mediatica tra PD e “il sistema”, uscendo presumibilmente stasera con le ossa rotte e facendo un pessimo servizio all’Italia, umiliando il Parlamento, il cui voto praticamente viene ignorato dal governo e che oggi si ritrova una Bankitalia “blindata”, essendone stata attaccata l’autonomia per fini politici, quando una riflessione sarebbe stata non solo opportuna, bensì persino doverosa. (Leggi anche: Bankitalia, Renzi ha trasformato in tifo riflessione necessaria)

 

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