'Bankitalia, prestiti a imprese a novembre mai così male dal 2001

Bankitalia, prestiti a imprese a novembre mai così male dal 2001

Accelera il calo degli impieghi bancari verso imprese e famiglie a novembre. E le attese per il 2014 non sono positive.

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Peggiorano i dati relativi ai prestiti delle banche verso il settore privato, ossia le famiglie e le imprese. Nel mese di novembre, secondo i numeri forniti dalla Banca d’Italia, gli impieghi sono crollati del 4,3% su base annua, in accelerazione dal -3,7% registrato in ottobre. Ma è andata molto peggio alle società non finanziarie (imprese), verso le quali si è avuto un calo annuo del 6% dal -4,9% di ottobre, registrando la peggiore variazione dall’inizio delle rilevazioni nel 2001. In peggioramento anche il credito alle famiglie, sceso dell’1,5% sui dodici mesi, contro il -1,3% del mese precedente.

In aumento del 6,1% annuo, invece, la raccolta, in accelerazione dal +5,4% di ottobre. La raccolta obbligazionaria, comprensiva delle obbligazioni detenute dalle banche, è scesa del 7,3% (-7% a ottobre).

In lievissimo calo la crescita delle sofferenze bancarie, passate dal +22,9% di ottobre al +22,8% di ottobre. Si tratta, in ogni caso, del dato massimo dal 1998.

In lieve calo anche i tassi applicati sui prestiti per l’acquisto di un immobile, scesi dal 3,90% di ottobre al 3,86%. In discesa anche quelli sui finanziamenti alle imprese fino a un milione di euro (dal 4,47% al 4,38%) e quelli su importi superiori (dal 2,84% al 2,76%). Invariati allo 0,99% i tassi passivi sui depositi.

Dunque, il “credit crunch” non si arresta e mostra segnali di peggioramento. Il dato di novembre è allarmante, perché con la revisione qualitativa degli asset delle banche e con i seguenti stress-test della BCE, gli impieghi si preannunciano in calo un pò in tutta l’Eurozona da parte dei grandi istituti sottoposti agli esami di Francoforte nel 2014.

E in Italia c’è anche la questione dei prestiti Ltro in scadenza tra la fine dell’anno e il febbraio del 2015.

Le banche italiane devono ancora rimborsare alla BCE 237 miliardi di euro e in assenza di liquidità alternativa, gli istituti non potrebbero rifinanziare i titoli di stato in scadenza, scatenando nuove tensioni finanziarie e un possibile aumento generalizzato dei tassi. E sono 468 miliardi i BoT e BTp da rinnovare quest’anno. Per questo, la BCE potrebbe intervenire con un’asta Ltro appositamente dedicata ai finanziamenti alle piccole e medie imprese, mentre le banche potrebbero rimpiazzare i prestiti triennali in scadenza con altri a breve termine, come suggeriscono i dati di questi giorni di Francoforte.

Ma la partita si complica e il tessuto produttivo italiano rischia di essere spazzato via per assenza di prestiti, dopo essersi deteriorato nel corso di questi ultimi cinque anni (-25% di produzione industriale).

 

 

 

 

 

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