Renzi taglia le tasse senza coperture, l’allarme di Bankitalia e Corte dei Conti

Coperture poco solide alla base della legge di stabilità di Matteo Renzi. Il taglio delle tasse avverrebbe gravando sui conti pubblici.

di , pubblicato il
Coperture poco solide alla base della legge di stabilità di Matteo Renzi. Il taglio delle tasse avverrebbe gravando sui conti pubblici.

E’ una sostanziale bocciatura quella che arriva dalle audizioni dei tecnici delle Camere, Banca d’Italia e Corte dei Conti in queste ore e che si aggiunge alle critiche già espresse dal presidente dimissionario della Conferenza delle Regioni, Sergio Chiamparino. Il vice-direttore di Palazzo Koch, Luigi Federico Signorini, sostiene che la ripresa dell’economia italiana potrebbe spingere verso l’1% la crescita nel 2015 e portarla a una media dell’1,5% nei prossimi 4 anni, ma lancia un avvertimento al governo sul debito pubblico, affinché esso sia ridotto sin dal prossimo anno, evitando di mancare l’appuntamento, in quanto saremo sorvegliati dai mercati, dalle autorità europee e dagli altri governi.

Divieto uso contante, dubbi su aumento tetto

Sono 2 i punti più contestati da Signorini della legge di stabilità. Il primo riguarda l’elevazione del tetto per l’uso del contante da 1.000 a 3.000 euro. Pur non mostrando preconcetti, il funzionario di Bankitalia spiega che andrebbe lasciato ai livelli attuali quello sui trasferimenti di denaro, maggiormente soggetto a usi criminali. Inoltre, ritiene che non ci sarebbe alcuna evidenza empirica che i consumi siano danneggiati da un basso limite, oltre il quale i pagamenti in contanti sono vietati, anche se bisogna tenere conto di fattori pratici, ammette, riconoscendo che le operazioni illecite restano possibili anche con la disciplina attuale, sebbene essa serva a un maggiore controllo sociale.

Coperture fiscali poco solide per taglio tasse

Sull’eliminazione della Tasi, ovvero dell’imposta sulla prima casa, Signorini si mostra contrario, suggerendo di iniziare a tagliare le tasse sulla produzione, perché ciò incentiverebbe maggiormente la crescita nel medio-lungo termine, mentre nel primo caso si avrebbero benefici solo per le famiglie soggette a vincoli di liquidità.

Giudica un bene che il governo voglia evitare che scattino le clausole di salvaguardia – quelle che porterebbero ad aumenti automatici di IVA ed accise – perché queste impedirebbero la ripresa della domanda, già debole, ma chiede che ciò avvenga con tagli alla spesa pubblica, in modo da non intaccare il processo di consolidamento dei conti pubblici. Rimprovera, infine, al governo Renzi di finanziare parte della riduzione delle tasse con entrate temporanee, derivanti dalla “voluntary disclosure”, ossia con il rientro dei capitali esportati illecitamente all’estero, nonché con le tasse sui giochi.  

Rebus spesa sanitaria

E il presidente della Corte dei Conti, Raffaele Squitieri, rileva come la legge di stabilità faccia il massimo uso delle clausole di flessibilità accordateci dall’Europa, gravando eccessivamente sugli enti locali per il triennio 2016-’18, lasciando irrisolti i nodi sui contratti pubblici, le pensioni e le clausole di salvaguardia. Secondo Squitieri, i tagli imposti a Comuni e Regioni impatterebbero negativamente sulla qualità dei servizi erogati, mentre le coperture della manovra sarebbero in parte temporanee e il taglio della Tasi colpirebbe gli enti locali più virtuosi, quelli che hanno mantenuto basse le aliquote, aumentando la dipendenza verso i trasferimenti statali e riducendo il potere di controllo dei cittadini residenti nei confronti dell’operato delle amministrazioni locali. Infine, lo scontro con le Regioni. Chiamparino ha lamentato la necessità prevedibile che siano aumentati i ticket sanitari e che il costo di determinati farmaci possa ricadere sui cittadini, perché se è vero che il governo ha aumentato di un miliardo il fondo per la sanità e di 1,3 miliardi quello per le spese extra-sanitarie, spiega, si tratta di aumenti inferiori ai 2 e 2,2 miliardi previsti, per cui resterebbe un “buco” da un miliardo per la spesa sanitaria e di 900 milioni per il resto.    

Argomenti: ,