Banche, soldi gratis da BCE per 350 miliardi: Draghi rovescia le leggi del mercato

Banche europee a capofitto sull'ultima "paccata" di liquidità gratis della BCE. Vediamo come Mario Draghi ha stravolto le leggi del mercato, "regalando" soldi agli istituti di credito.

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Banche europee a capofitto sull'ultima

E con l’ultima asta Tltro II della BCE, tenuta la settimana scorsa e che ha esitato erogazioni per 233,5 miliardi in favore di 474 banche europee, di cui 60 miliardi a quelle italiane, il governatore Mario Draghi è riuscito nell’impresa singolare di avere offerto in due anni e mezzo liquidità per complessivi 834 miliardi sin dal debutto delle aste Tltro. Di questi, 351,4 miliardi sono stati erogati dal giugno scorso del tutto gratuitamente agli istituti dell’Eurozona, anzi, in teoria è la BCE a dovere corrispondere loro interessi fino allo 0,4% degli importi presti in prestito a un massimo di 4 anni, nel caso i finanziati avranno soddisfatto le condizioni richieste, ovvero un accrescimento degli impieghi in favore delle imprese, ad esclusione dei mutui immobiliari.

Siamo al capovolgimento delle ordinarie logiche del mercato: non è chi prende denaro a dovere pagare gli interessi, ma chi lo offre. L’obiettivo è di sostenere l’economia reale, attraverso l’aumento del credito erogato a famiglie e imprese, ma a distanza di due anni e mezzo dall’inizio dell’esperimento e considerando che già tra la fine del 2011 e il febbraio del 2012 erano stati concessi oltre 1.000 miliardi con le aste Ltro, non pare che Francoforte possa anche solo minimamente sostenere che le sue politiche avrebbero sostenuto il settore del credito bancario. (Leggi anche: Nuove aste Tltro, come funzionano)

Come funziona la liquidità BCE

All’asta della settimana scorsa, le banche italiane hanno continuato a rappresentare circa un quarto delle erogazioni totali, con la sola Unicredit a prendere in prestito 24,4 miliardi e Intesa-Sanpaolo altri 12. In teoria, se le banche dell’Eurozona prestassero a loro volta la liquidità ottenuta, la BCE riconoscerebbe loro fino allo 0,4%, che per una durata massima quadriennale farebbero 5,6 miliardi di euro in tutto di interessi elargiti dalla banca centrale agli istituti.

Spieghiamoci meglio: la BCE presta un miliardo alla Banca Alfa, la quale presta tale denaro all’impresa Costruzioni Spa al tasso – supponiamo – del 4%, accrescendo il portafoglio crediti della quantità perseguita da Francoforte. Sul miliardo preso in prestito, la banca ottiene non solo l’interesse sborsato dal debitore, pari a 40 milioni di euro all’anno, ma anche altri 4 milioni staccati dalla BCE, quale forma di ringraziamento per avere svolto il suo dovere.

(Leggi anche: Aste Tltro II, banche italiane presteranno meno di quanto crediate)

La liquidità BCE serve ad abbellire i bilanci bancari

E’ evidente, che un mercato del credito non può funzionare bene in queste condizioni. Le banche sarebbero incentivate a fare persino cattivo credito, pur di intascare qualcosa dalla BCE. In realtà, basterebbe loro dimostrare di avere prestato anche appena qualcosa di più dei bilanci pre-asta per far sì che la liquidità ottenuta venga restituita a interessi zero o lievemente negativi.

Le sole banche italiane, dall’ultima erogazione potranno sperare di ottenere un margine fino a quasi un miliardo in quattro anno, semplicemente per il fatto di praticare il proprio lavoro. E’ come se lo stato promettesse a un cittadino di staccargli un assegno minimo, se solo si alzasse la mattina per andare a lavorare, così come a un’impresa, nel caso avesse la bontà di continuare a produrre.

La corsa delle banche alla liquidità gratuita della BCE non è certo dovuta all’intenzione di prestare denaro a famiglie e imprese, quanto ad accumulare denaro da utilizzare in un secondo momento, quando i tassi saliranno e il costo di rifinanziamento dei debiti in scadenza aumenterà. Volente o nolente, Draghi sta finanziando l’abbellimento dei bilanci bancari, in parte colpiti proprio dai suoi tassi negativi sui depositi overnight, che nel solo 2016 sarebbero costati agli istituti dell’Eurozona circa 36 miliardi di euro. E’ il segno di una schizofrenia monetaria, che con una mano da, con l’altra toglie e alla fine non si capisce cosa davvero porti a cosa. Le chiamano politiche “non convenzionali”. (Leggi anche: Banche europee contro QE di Draghi: impatto negativo sui prestiti)

 

 

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