Banche, obbligazionisti truffati? Provato solo con reddito basso

Obbligazionisti subordinati "truffati" risarciti solo se con redditi bassi. E' l'ultima ipotesi allo studio del governo, che spinge per un'ipotesi di alquanto dubbia costituzionalità.

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Obbligazionisti subordinati

C’è attesa per il varo del decreto sulle banche, la cui approvazione al Consiglio dei ministri slitta, però, alla prossima settimana. Il provvedimento d’urgenza dovrebbe contenere quelle regole di “accompagnamento” al fondo Atlante, per dirla con l’espressione utilizzata dal ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan. Si tratta di favorire il più veloce smaltimento delle sofferenze, recependo allo scopo una direttiva comunitaria sui mutui ipotecari, che consente alle banche di vendere all’asta direttamente l’immobile del cliente inadempiente, senza passare prima per il giudice.

L’obiettivo è di abbattere i tempi medi di recupero del credito, che in Italia viaggiano sui 7 anni, quando in Germania sono inferiori all’anno e mezzo. Considerando che si stima che ogni anno in meno necessario per recuperare il credito varrebbe il 10% in meno di scarto tra il prezzo offerto sul mercato e quello richiesto dagli istituti sulle sofferenze (83,1 miliardi netti a febbraio), in ballo ci sarebbero molti soldi.

Obbligazioni bancarie subordinate, il pasticcio del governo continua

Il governo punta anche a introdurre il “pegno non possessorio”, con il quale la banca potrebbe estendere la garanzia in suo favore ad altri beni, rispetto a quelli inizialmente non individuati. Il tutto è finalizzato a rendere più conveniente e sicuro per le banche la concessione di un prestito, in modo che riparta il credito in favore di imprese e famiglie e finalmente se ne giovi anche l’economia italiana. Tra le misure più attese c’è il capitolo spinosissimo dei risarcimenti ai 10.559 obbligazionisti subordinati della clientela retail delle quattro banche salvate per decreto del governo lo scorso 22 novembre: Banca Etruria e Lazio, Banca Marche, Carife e CariChieti. Dei 768 milioni di bond azzerati, 430 milioni sono in possesso di questi, i quali chiedono l’integrale restituzione del maltolto.      

Limiti a risarcimenti automatici in base al reddito

Il governo, anche per non incorrere nelle ire della Commissione europea, prevederebbe una limitazione ai risarcimenti automatici, che sarebbero garantiti ai soli obbligazionisti con redditi annui non superiori ai 20.000 euro. Nei loro confronti scatterebbe la presunzione legale di sottoscrizione dell’investimento con alla base una carente informazione.

Per gli altri, invece, sarebbe necessario il ricorso all’arbitrato, ovvero a una valutazione caso per caso dinnanzi all’Anac. Qui, siamo al far west della legge: o i risarcimenti sono impostati su criteri oggettivi o non dovrebbero essere garantiti a nessuno. E’ fin troppo evidente come la previsione di una limitazione del risarcimento automatico ai soli obbligazionisti subordinati con redditi fino a una certa soglia sarebbe incostituzionale. Se un cliente è stato truffato, infatti, lo è stato sia che abbia un reddito di 10.000 euro, sia che ne possegga uno da 1 milione di euro. Il rischio è che questo impianto decada al primo ricorso alla Corte Costituzionale, che difficilmente potrebbe chiudere un occhio dinnanzi a una norma discriminatoria sulla base del reddito, che è bene ribadirlo, qui non c’entra proprio niente con la presunta truffa ai danni dei clienti delle quattro sciagurate banche salvate.    

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