Banche italiane, salvataggio solo pubblico improbabile: perdite anche per privati

Banche italiane, salvataggio a carico solo dello stato diventa sempre più improbabile. La Corte di Giustizia UE dà ragione alla posizione della Commissione europea.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Banche italiane, salvataggio a carico solo dello stato diventa sempre più improbabile. La Corte di Giustizia UE dà ragione alla posizione della Commissione europea.

Si allontana la prospettiva di un salvataggio esclusivamente a carico dello stato di MPS e delle altre banche italiane, eventualmente in stato di risoluzione. La Corte di Giustizia della UE ha emanato oggi una sentenza, con la quale sancisce la legittimità del bail-in, ovvero delle nuove norme sui salvataggi bancari, entrate in vigore da quest’anno, che gravano delle perdite in prima battuta gli azionisti, gli obbligazionisti subordinati, gli obbligazionisti senior e, infine, i correntisti titolari di giacenze superiori ai 100.000 euro e relativamente solo alla somma eccedente tale soglia.

I giudici europei hanno così deciso sul caso di un tribunale sloveno, che aveva rimesso la questione nelle loro mani, dopo che un gruppo di obbligazionisti subordinati e di azionisti aveva fatto ricorso contro la decisione dello stato di consentire che fossero loro inflitte perdite fino a 3 miliardi di euro.

La stessa Corte riconosce che il bail-in non può essere, però, vincolante nei confronti degli stati membri, con la conseguenza che un paese può anche decidere diversamente, ovvero non seguire l’indicazione di un previo azzeramento del capitale azionario e della conversione dei titoli obbligazionari in capitale, ma con il rischio che la Commissione impugni tale opzione, giudicandola un aiuto di stato. Pertanto, la sentenza del Lussemburgo sembra un sostegno alla posizione negoziale di Bruxelles nelle trattative con l’Italia sulle modalità di intervento del governo Renzi per salvare alcune banche, in primis MPS.

Si rafforza così la posizione anche della Germania, che spinge per il “burden sharing”, ovvero per la condivisione delle perdite tra stato e privati quale pre-condizione per avallare un salvataggio pubblico in Italia. Poiché ciò implicherebbe la necessità per il nostro paese di infliggere perdite anche a carico di almeno 50.000 obbligazionisti subordinati MPS, è improbabile che il governo vada avanti su questa strada, preferendo una soluzione più soft, che magari veda lo stato italiano nel ruolo solo di garante per le ricapitalizzazioni necessarie da varare, lasciando che siano i privati (si parla del coinvolgimento di banche straniere) ad accollarsi le sofferenze ai prezzi di mercato e a coprire il conseguente “buco” di capitale.

 

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Argomenti: bail in, Banche italiane, Crisi delle banche, Economia Europa, Economia Italia