Banche italiane, quando rischiamo la corsa agli sportelli?

Risparmiatori italiani sotto pressione sulla crisi delle banche. Fino a quando reggeranno i loro nervi?

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Risparmiatori italiani sotto pressione sulla crisi delle banche. Fino a quando reggeranno i loro nervi?

La crisi delle banche italiane sembra essere sfuggita del tutto di mano al governo Renzi, come dimostrano gli attacchi di parte della stessa maggioranza sia al premier che al ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan. Il presidente della Commissione Bilancio della Camera, Francesco Boccia (PD), per la seconda volta in pochi giorni ha preso oggi le distanze dai toni rassicuranti dei due, sostenendo che non sarebbe corretto dichiarare che “l’intero sistema bancario” italiano sarebbe al sicuro, né che i contribuenti sarebbero risparmiati dall’operazione di salvataggio di MPS. Boccia ha anche rimproverato al premier di non avere messo in sicurezza le banche, prima di varare la riforma delle banche popolari e del credito cooperativo.

I titoli bancari sono in picchiata dopo la pubblicazione dei risultati degli stress-test, il venerdì scorso. Il comparto arretra di circa l’8,5% da allora, con Unicredit a -14%, MPS a quasi -10%, Intesa -6%, Ubi Banca -13,5%, Banco Popolare -11,8%.

Salvataggio MPS, i dubbi

Le banche europee hanno perso nello stesso arco di tempo intorno al 6,5% medio, ma Commerzbank arretra del 10%, a seguito del profit warning, mentre Deutsche Bank scivola del 6,4%, solo per citare i due colossi tedeschi.

E’ evidente che ancora una volta sia la crisi bancaria italiana al centro dei riflettori internazionali. Non convince il piano di salvataggio di MPS, per il quale aumentano i dubbi di ora in ora, né si può affermare che gli stress-test abbiano riportato i mercati alla calma. Tutt’altro. Adesso, su Unicredit sono tornate ad addensarsi le nubi sull’aumento di capitale atteso tra gli 7 e gli 8 miliardi, anche se non è ancora chiaro se anche Piazza Gae Aulenti procederà a dismettere sul mercato parte delle sue sofferenze.

 

 

 

Il tempo corre

E sarà in grado il mercato stesso a reggere l’offerta di decine di miliardi di crediti a rischio in poco tempo, quando nell’intero 2015 ne ha assorbiti appena 13 miliardi in Italia?

Il fattore tempo sta diventando sempre più importante. Vi avevamo avvertiti in un altro articolo, che il vero rischio adesso si chiama attendismo. L’Europa non avallerà alcun salvataggio pubblico senza perdite per azionisti e obbligazionisti subordinati, prima di conoscere l’esito del referendum costituzionale in autunno e il conseguente destino del governo Renzi. Quest’ultimo continua a trattare con Bruxelles, confidando su un piano alternativo privato – quello messo a punto con JP Morgan e il fondo Atlante per MPS – che si sta rivelando una scatola pressoché vuota.

Corsa sportelli banche, rischio reale?

La vera domanda è ora un’altra: fin quando reggeranno i nervi dei risparmiatori? Vero che l’estate caccia parte dei cattivi pensieri e allontana milioni di vacanzieri dalle fatiche quotidiane, ma davvero possiamo ritenerci immuni dal rischio di una corsa agli sportelli, che magari scatenatasi inizialmente nelle filiali di MPS contagerebbe le altre banche, Unicredit inclusa?

Qui si sta scherzando con il fuoco. Per quanto i correntisti siano al sicuro fino a 100.000 euro, non escludiamo che a un certo punto possa prevalere la paura per il crollo del sistema bancario. Queste crisi esplodono sempre all’improvviso e in parte in conseguenza di una spinta emotiva e irrazionale. I pasticci di questo governo sulle banche sono diventati numerosi e in troppo poco tempo per strappare solo qualche risata.

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Argomenti: Banche italiane, Crisi delle banche, Economia Italia