Banche italiane in crollo e spread BTp-Bund in rialzo, perché è di nuovo panico?

Titoli bancari in forte calo e spread BTp-Bund in deciso rialzo. Ma cosa sta accadendo?

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Titoli bancari in forte calo e spread BTp-Bund in deciso rialzo. Ma cosa sta accadendo?

Le banche italiane continuano ad essere oggetto di vendite a Piazza Affari, cedendo a un’ora dalla fine delle contrattazioni oltre il 3,7% e segnando così un crollo del 37% dall’inizio dell’anno. Molto male il titolo Banco Popolare, che cede il 4,6%, mentre MPS arretra del 4% e Bpm il 3%. I bancari stanno trascinando la Borsa di Milano sotto i 17.000 punti (-2%). Ma cosa succede? Non esiste una sola spiegazione per quanto sta avvenendo in queste ore. I ribassi accusati dalle nostre banche sono dovuti a più cause. La prima, quella più immediata, è il contraccolpo psicologico per le dichiarazioni del governatore della BCE, Mario Draghi, che stamattina ha messo in guardia dal rischio di un nuovo shock nell’Eurozona, esprimendo preoccupazione per lo stato di salute politico della UE e per l’incompleta costruzione dell’unione monetaria (ribadita la necessità di una garanzia unica sui depositi).

Timori per l’economia europea

Le parole del numero uno di Francoforte hanno tradito la preoccupazione per un arresto della ripresa economica, pur se lo stesso ha cercato di stemperare i timori del mercato con la conferma di una linea monetaria espansiva. Gli investitori, però, hanno da tempo iniziato a mettere in dubbio l’efficacia degli stimoli delle banche centrali e, in particolare, della BCE. Le affermazioni del governatore di oggi hanno rafforzato tali dubbi e hanno lasciato intendere che nel caso di arrivo di un nuovo shock negativo nell’Eurozona, non ci sarebbero quasi più strumenti per rianimare l’economia. Che le banche siano le vittime sacrificali di questo clima di crescente pessimismo è ovvio. La mancata accelerazione della crescita europea porterebbe guai proprio al circuito del credito, che in Italia è già caratterizzato da elevate sofferenze e da una bassa patrimonializzazione.

D’altra parte, le difficoltà del sistema bancario si ripercuotono sull’economia reale in un circolo vizioso, che nessuno sembra riuscire a interrompere. Non è un caso che i titoli maggiormente travolti in queste ore (ma il segno negativo è amplissimo da inizio anno) siano quelli sopra citati, le cui sofferenze si attestano ben oltre la media nazionale.      

Nuova ondata di panico scatenata dal governo

Ma la crisi delle banche italiane in borsa è riconducibile anche al vertice dell’altro ieri tra i rappresentanti del governo, delle Fondazioni e dei principali istituti, oltre che della Cdp. Annunciare che l’esecutivo ha riunito a sorpresa i dirigenti del sistema bancario nazionale, allo scopo di porre rimedio alla crisi del settore, ha avuto l’effetto opposto di evidenziarne al mercato le difficoltà. E, in effetti, è come se all’improvviso stessimo rivivendo il tragico film delle prime settimane dell’anno, quando i titoli bancari in Italia mediamente erano arrivati a perdere intorno al 30%. Il rosso è attualmente più elevato e preoccupante. A conferma che in discussione vi sarebbe il futuro dell’economia italiana c’è l’andamento dello spread BTp-Bund, allargatosi di ben 15 punti base per la scadenza decennale contro una lievitazione di 12 bp per i titoli spagnoli. Andando ai rendimenti, sempre sul tratto a 10 anni, si ha che quelli dei nostri BTp sono saliti di quasi 12 bp, mentre quelli tedeschi sono ridiscesi intorno allo 0,10%.    

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