Banche italiane in borsa -30% quest’anno, ma ecco la grande rivelazione positiva

Banche italiane a picco da inizio anno, ma ecco chi si è distinta in positivo.

di , pubblicato il
Banche italiane a picco da inizio anno, ma ecco chi si è distinta in positivo.

Le banche italiane a Piazza Affari hanno guadagnato mediamente ieri un roboante 8,58%, dopo avere registrato un profondo rosso nella seduta di martedì. La volatilità del comparto resta elevata, ma il dato che conta è che dall’inizio dell’anno, le perdite mediamente hanno superato il 30%.

Su base annua, il risultato è negativo per il 38%. Che la crisi stia colpendo proprio le banche in borsa lo dimostra il fatto che le loro perdite valgono in percentuale il doppio della media dei listini, per i quali il crollo da inizio anno è stato un più modesto 15%.

Capitalizzazione banche, la classifica tra le “big”

Ma vediamo adesso chi e quanto ha perso in questi mesi del 2016. MPS ha subito dall’inizio dell’anno un crollo del 52,5% del suo valore, subendo una perdita di valore di capitalizzazione pari a 1,9 miliardi di euro e valendo oggi in borsa 1,7 miliardi. Unicredit ha perso quasi il 36% del suo valore al 31 dicembre scorso, pari a 11 miliardi di capitalizzazione “bruciati”. Intesa-Sanpaolo è tra le più virtuose, avendo limitato le perdite quest’anno al 21,5% e perdendo così 10,5 miliardi. -45% è il colpo accusato da Ubi Banca, perdendo così 2,5 miliardi. Banco Popolare ha registrato un tonfo del 55,2%, pari a 2,5 miliardi di minore capitalizzazione. Bpm ha ceduto il 32%, valendo 1,3 miliardi in meno da inizio 2016. Perde poco più di un quarto del suo valore Mediobanca, che vede in questi mesi evaporare quasi 2 miliardi. Quasi un miracolo il -2% accusato da Banca Mediolanum, che ha così contenuto il rosso ad appena 100 milioni di euro. Complessivamente, le suddette banche hanno perso intorno ai 31,5 miliardi di euro in questi primi tre mesi e mezzo dell’anno. Ma vediamo di comprendere un altro aspetto, ovvero quanto ciascuna di esse oggi valga rispetto al suo patrimonio netto, un indice di relativa “economicità” in borsa.      

Classifica banche

MPS oggi vale appena il 17-18% del suo patrimonio, quando all’inizio dell’anno ne valeva il 37,5%. Unicredit è quotata al 37% del suo patrimonio, ma all’inizio del 2016 era vicina al 56%. Intesa-Sanpaolo è valutata al 79% dei suoi assets, contro il 102% al 31 dicembre scorso.

Ubi Banca segna una percentuale del 29,5%, in netta discesa dal 53,3%, Banco Popolare passa dal 54% a meno del 25%, Bpm dall’88% al 60,6%, Mediobanca dal 91% al 68% e, infine, Mediolanum dal 257% al 253% (è una banca online, con pochi assets “fisici”). Riassumiamo i dati come segue. In valore assoluto, le perdite maggiori sono state accusate nell’ordine da: Unicredit, Intesa-Sanpaolo, Ubi Banca, Banco Popolare, Banca Mediolanum, MPS, Bpm e Mediolanum. In termini percentuali, hanno subito il colpo più duro nell’ordine: Banco Popolare, MPS, Ubi Banca, Unicredit, Bpm, Mediobanca, Intesa-Sanpaolo e Mediolanum. Infine, risultano le peggio valutate in borsa, rispetto agli assets netti, nell’ordine: MPS, Banco Popolare, Ubi Banca, Unicredit, Bpm, Mediobanca, Intesa-Sanpaolo e Mediolanum.

Mediolanum regina tra le banche

Dai dati emerge che Banca Mediolanum è certamente la più virtuosa tra le grandi banche italiane quotate a Piazza Affari, avendo sostanzialmente perso poco o nulla dall’inizio dell’anno, mantenendo piuttosto stabile il rapporto tra il suo valore di borsa e il suo patrimonio netto. MPS e Banco Popolare sono, invece, maglia nera del comparto, avendo “bruciato” la percentuale più elevata di capitalizzazione in borsa ed essendo oggi tra le grandi banche le peggiori in termini di valutazione del mercato.  

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: , ,
>