Banche italiane euforiche dopo Draghi, +5,5 miliardi in borsa in 7 giorni

Scatto in borsa per le banche italiane nell'ultima settimana, che capitalizzano 5,5 miliardi in più sulle indiscrezione relative alle prossime mosse della BCE.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Scatto in borsa per le banche italiane nell'ultima settimana, che capitalizzano 5,5 miliardi in più sulle indiscrezione relative alle prossime mosse della BCE.

Da quando il governatore della BCE, Mario Draghi, ha comunicato al termine dell’ultimo board di giovedì scorso di avere lasciato i tassi invariati nell’Eurozona, sostanzialmente chiudendo alla prospettiva di un ritiro imminente degli stimoli monetari nell’area, le banche italiane a Piazza Affari hanno guadagnato quasi il 6,5%, salendo a un valore complessivo di capitalizzazione di circa 93,5 miliardi, 5,5 miliardi in più in appena una settimana. Anche le banche europee hanno macinato guadagni in questa settimana, segnando rialzi per circa il 4%.

Per capire come mai questa reazione a un evento considerato interlocutorio, come l’ultimo board di Francoforte, dall’esito più che scontato, bisogna tornare indietro più che altro alla giornata di venerdì, quando si è diffusa l’indiscrezione che alla riunione del Consiglio dei governatori del giorno prima si sarebbe discusso di quale tempistica seguire nell’avviare la stretta monetaria, se alzare prima i tassi o se uscire dal piano di acquisto dei bond, noto come “quantitative easing”. (Leggi anche: Tassi BCE in rialzo prima o dopo la fine del QE?)

Verso il ritiro dei tassi negativi?

Il mercato ha iniziato a scontare l’ipotesi di un innalzamento quanto prima dei tassi sui depositi overnight, negativi da quasi tre anni e attualmente al -0,4%. Questi tassi si ripercuotono direttamente sui conti delle banche europee, essendo costati nel solo 2016, si calcola, 36 miliardi, in quanto si traducono in un costo per gli istituti che intendono parcheggiare liquidità in eccesso presso la BCE.

Ma oltre ai costi diretti, i tassi negativi deprimono i margini bancari, riducendo quelli attivi applicati dagli istituti sul credito erogato, mentre quelli passivi, ovvero offerti alla clientela sui depositi, si trovano a fare i conti con un floor naturale, la soglia dello zero percento, al di sotto della quale nessun cliente verosimilmente accetterebbe di portare liquidità presso la propria banca. (Leggi anche: Tassi negativi inefficaci, cresciuti solo i risparmi)

Bilancio resta molto negativo per banche italiane

Il ritiro dei tassi negativi sui depositi overnight, anche se ancora percepito solo come speranza per il futuro prossimo, suona come una buona notizia per le banche, che confidano così di migliorare i propri margini d’interesse e di consolidare almeno parzialmente i bilanci. Da qui lo scatto in borsa, che porta in dote cinque miliardi e mezzo in sette giorni, non pochi per un comparto, che ne ha persi circa 120 miliardi in poco più di un anno e mezzo. (Leggi anche: Crisi banche italiane, voragine prestiti dubbi)

 

 

 

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Argomenti: Banche italiane, Bce, Crisi delle banche, Economia Italia, Mario Draghi, tassi negativi, tassi overnight