Banche Grecia: BCE riaccetta i bond in garanzia, ma ancora niente QE

La BCE ha deciso ieri di tornare ad avvalersi della rinuncia della garanzia sui titoli di stato della Grecia, esibiti dalle banche elleniche per accedere alla liquidità di Francoforte. La misura arriva dopo che Atene ha ottenuto dai governi dell’Eurozona lo sblocco della nuova tranche di aiuti da 7,5 miliardi, al termine di mesi di […]

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La BCE ha deciso ieri di tornare ad avvalersi della rinuncia della garanzia sui titoli di stato della Grecia, esibiti dalle banche elleniche per accedere alla liquidità di Francoforte. La misura arriva dopo che Atene ha ottenuto dai governi dell’Eurozona lo sblocco della nuova tranche di aiuti da 7,5 miliardi, al termine di mesi di […]

La BCE ha deciso ieri di tornare ad avvalersi della rinuncia della garanzia sui titoli di stato della Grecia, esibiti dalle banche elleniche per accedere alla liquidità di Francoforte. La misura arriva dopo che Atene ha ottenuto dai governi dell’Eurozona lo sblocco della nuova tranche di aiuti da 7,5 miliardi, al termine di mesi di confronto serrato con tutti i creditori pubblici (UE, BCE e FMI).

I governatori centrali dell’unione monetaria hanno così riconosciuto gli sforzi profusi dal governo Tsipras per rendere il debito pubblico del suo paese sostenibile.

La BCE aveva rifiutato i titoli di stato ellenici in garanzia sin dall’11 febbraio dello scorso anno, quando il nuovo governo dell’attuale premier aveva annunciato che non avrebbe adempiuto agli accordi stipulati con Bruxelles sul fronte delle regole fiscali. A quel punto, il governatore Mario Draghi ha deciso di avvalersi della garanzia, che prevede che i titoli esibiti in cambio dei finanziamenti concessi abbiano almeno un rating “investment grade”. Quelli ellenici sono tutt’ora considerati “junk” o “spazzatura” da tutte le agenzie di valutazione.

Bond Grecia tornano accettabili per BCE

Da allora e sino ad oggi, le banche in Grecia non hanno potuto più accedere alla liquidità a bassissimo costo della BCE, in quanto i bond di Atene non sono stati più considerati validi ai fini della garanzia. In alternativa, la BCE ha continuato a finanziarle con i fondi ELA, la liquidità di emergenza, che non solo viene concessa sulla base del potere discrezionale dell’istituto, ma che presuppone anche un costo dell’1,5% in più rispetto ai tassi BCE, oggi pari a zero.

Stando ai calcoli, le prime 4 banche del paese potrebbero beneficiare fino a un massimo di 55 milioni di euro, in termini di minore costo per accedere alla liquidità della BCE. In realtà, la dimensione del beneficio dipende anche dal taglio o “haircut”, che Francoforte potrebbe imporre ai titoli ellenici come margine per garantirsi dai rischi.

 

 

 

Niente QE per bond Grecia

Tuttavia, i bond di Atene non saranno ancora inclusi nel programma di acquisti, noto come “quantitative easing”.

Solo tale inserimento potrebbe portare a un nuovo rally dei titoli, che sulla scadenza decennale rendono oggi intorno all’8%, praticamente segnalando uno spread di 800 punti base con i Bund. Quand’anche Francoforte decidesse di iniziare a comprare anche i “sirtaki” bond, non godrebbe di grossi margini di manovra. Tra i criteri alla base del QE, infatti, c’è la soglia massima di acquisti per il 33% di ogni emissione, in modo da non superare la percentuale, oltre la quale si deterrebbe il potere di blocco nei casi di decisioni sulla ristrutturazione del debito sovrano. E il fatto è che in conseguenza del Securities Markets Program, la BCE è entrata già in possesso di svariati miliardi di bond.

 

 

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