Crisi banche, stress-test BCE: Abi attacca e Credit Suisse anticipa i risultati

Stress-test, ecco i risultati di Credit Suisse per le banche italiane, mentre l'Abi li attacca.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Stress-test, ecco i risultati di Credit Suisse per le banche italiane, mentre l'Abi li attacca.

Le banche italiane sono salite in borsa di oltre un quarto del loro valore in appena due settimane pur restando ampiamente in calo di quasi il 48% rispetto all’inizio dell’anno. C’è ottimismo sul negoziato in corso tra la Commissione europea e il governo Renzi sulle modalità di gestione dei salvataggi ad opera dello stato. Un intervento pubblico a sostegno, in primis, di MPS non viene escluso dai commissari, i quali, però, chiedono all’Italia di infliggere le perdite anche a carico degli investitori privati (azionisti e obbligazionisti), secondo il principio del “burden sharing”, previsto dal bail-in.

In ogni caso, non si muoverà realmente foglia fino alla pubblicazione degli stress-test della BCE su 53 istituti europei, di cui 5 italiani. Ciò avverrà il prossimo 29 luglio e quel giorno sapremo quanto sarà l’eventuale ammanco di capitale per le principali banche italiane.

Stress-test, critiche da Abi

Intanto, proprio gli stress-test sono oggetto di critiche, l’ultima delle quali è stata scatenata ieri dal presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, a capo dell’associazione bancaria italiana. Il banchiere ha polemizzato per una pratica, che a suo dire creerebbe incertezze e muterebbe le regole in cui si muovono gli istituti, perché questi esami applicherebbero metodologie discutibili, secondo le quali anche nella condizione attuale non recessiva, il capitale delle banche andrebbe valutato in situazioni di estrema crisi. Le fughe di notizie – che andrebbero sanzionate, chiede Patuelli – scatenano dubbi e paure, di fatto mutando lo scenario a sfavore delle banche oggetto del monitoraggio della BCE.

Nel frattempo, anche Credit Suisse ha effettuato i suoi stress-test sulle principali banche italiane, trovando che il caso più grave sarebbe quello di MPS, il cui deficit di capitale in situazioni di stress sarebbe compreso tra gli 0,6 e i 3,5 miliardi. Ma se esso risultasse superiore al miliardo, spiegano gli analisti svizzeri, sarà necessario un intervento dello stato e l’apertura di una risoluzione bancaria.

 

 

 

Stime Credit Suisse su deficit capitale banche

Nessun problema, invece, per altre due banche sottoposte all’esame di Francoforte: Intesa Sanpaolo e Ubi Banca. Entrambe godrebbero di capitale in eccesso persino nella situazione peggiore, mentre Unicredit mostrerebbe un ammanco nell’ordine di 4-9 miliardi, ma già scontato dal mercato.

In generale, sui 360 miliardi di crediti deteriorati (“Non performing loans”), Credit Suisse ritiene che servirebbero alle banche italiane capitali per non meno di 30 miliardi, anche se il fondo Atlante ne disporrebbe oggi non più di 18, utilizzando la leva finanziaria. L’istituto elvetico stima in non più di 5-6 miliardi le ulteriori risorse private che potrebbero essere apportate al fondo, per cui ritiene che le banche italiane dovrebbero svalutare le sofferenze di un altro 10%, in modo da avvicinarsi ai prezzi di mercato, mentre un ulteriore avvicinamento tra domanda e offerta potrebbe arrivare dalla garanzia pubblica del governo apposta sulle cessioni delle sofferenze stesse (Gacs), dal decreto sui pignoramenti e da altre iniziative governative.

 

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Argomenti: bail in, Banche italiane, Bce, Crisi delle banche, Economia Europa, Economia Italia, sofferenze bancarie