Tassi negativi: banca tedesca in rivolta contro Draghi

Banche europee in rivolta contro i tassi negativi di Mario Draghi. Un colosso ha annunciato una misura shock.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Banche europee in rivolta contro i tassi negativi di Mario Draghi. Un colosso ha annunciato una misura shock.

I tassi negativi stanno facendo infuriare, in particolare, la Germania, paese creditore netto, che inizia ad avvertire il peso della politica monetaria ultra-espansiva della BCE. E’ di questi giorni l’indiscrezione, secondo la quale Commerzbank, una delle più grandi banche tedesche e partecipata dallo stato al 16%, avrebbe deciso di non depositare più presso Francoforte le eccedenze di liquidità, che sarebbero gravate da un tasso penalizzante dello 0,4%, preferendo optare per la sua detenzione presso un caveau.

Qualora decidesse in tal senso, l’istituto porterebbe i suoi eccessi di liquidità presso una o più casseforti ancora da individuare, pur di sfuggire al pagamento imposto dai tassi negativi. Questi si traducono, infatti, in un’inversione dei termini nel rapporto di credito tra BCE e banche depositarie. Sarebbero queste ultime a dovere pagare per potere parcheggiare la loro liquidità a Francoforte. Ad oggi, su mille euro depositati presso gli sportelli della BCE per un anno, la banca deve pagare 4 euro. E il governatore Mario Draghi non ha escluso un ulteriore taglio dei tassi, in modo da ravvivare l’inflazione, anche se il membro francese del board, François Villeroy de Galhau ha avvertito che non si potrebbe agire su questo fronte all’infinito.

Rivolta contro Draghi nel Nord Europa

Non sarà facile, però, per Commerzbank, così come per gli altri istituti sfuggire ai tassi negativi, perché l’alternativa potrebbe essere non meno costosa. Bisogna trovare, infatti, caveaux in grado di contenere i miliardi di liquidità in eccesso e, quindi, di rilevanti dimensioni. Si consideri che un miliardo di euro in banconote da 200 euro peserebbe intorno a 5,5 tonnellate. E quanto costerebbe, poi, il trasporto verso tali caveaux?

In ogni caso, l’ipotesi che una delle maggiori banche europee stia ricercando alternative alla BCE rappresenta una vera e propria rivolta contro le politiche di Draghi, che il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, ha definito “straordinariamente problematiche” e responsabili di almeno la metà dell’avanzata degli euro-scettici in Germania.

 

 

 

Niente inflazione senza riforme, Draghi

Al momento, presso la BCE risultano depositati 850 miliardi di euro, che su base annua implicano perdite a carico delle banche per 3,4 miliardi. E’ di qualche giorno fa un’altra notizia, anch’essa riguardante i tassi negativi, ossia che Julius Baer, con sede in Svizzera, ha inviato a migliaia di clienti italiani una lettera per informarli che sui loro conti al di sopra dei 100.000 euro sarà applicato un prelievo dello 0,4%. Una misura, si legge nell’informativa, che è tesa a contrastare gli oneri subiti dall’istituto per effetto dei tassi negativi applicate dalle banche centrali. In Svizzera, la SNB applica una penalizzazione dello 0,75% sui depositi delle banche, anche se prevede una franchigia, che di fatto sgrava i due terzi di questi.

Il consenso attorno a queste misure estreme sta deteriorandosi, anche perché indebolisce il sostegno ai governi di parte rilevante dell’opinione pubblica, specie nel Nord Europa. E nelle scorse ore, proprio Draghi, quasi lanciandosi in un appello disperato, ha invitato per l’ennesima volta i governi dell’Eurozona a realizzare riforme strutturali subito, perché solo queste potranno rilanciare insieme alla politica monetaria l’inflazione, altrimenti la sua risalita al target sarà più lenta.

Il messaggio in codice di Draghi ai governi suona più o meno così: sul fronte monetario non posso fare di più. Serve agire con riforme per rilanciare la crescita nel medio termine, unica speranza per assistere a un’accelerazione dei prezzi nell’area. Le ultime stime della BCE hanno rivisto al rialzo l’inflazione, ma sempre al di sotto del target almeno fino al 2018. Insomma, poca crescita e poca inflazione. Da ieri, Francoforte acquista anche corporate bond, cos’altro dovrà fare per iniettare sempre più liquidità sui mercati?

 

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Argomenti: Bce, Crisi Euro, Economia Europa, Mario Draghi, quantitative easing, stimoli monetari, tassi negativi, tassi overnight