Il ballottaggio a Roma corre sul filo delle Olimpiadi

Il ballottaggio del 19 giugno a Roma si terrà dopo giorni di discussioni su temi delicati: tra questi quello delle Olimpiadi 2024, sulle quali Virginia Raggi e Roberto Giachetti hanno opinioni discordanti.

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Il ballottaggio del 19 giugno a Roma si terrà dopo giorni di discussioni su temi delicati: tra questi quello delle Olimpiadi 2024, sulle quali Virginia Raggi e Roberto Giachetti hanno opinioni discordanti.

Tutto corre sul filo delle Olimpiadi 2024, per le quali Roma ha inoltrato la sua candidatura: la candidata del Movimento 5 Stelle Virginia Raggi dichiarò infatti a suo tempo che qualora avesse vinto lei, le Olimpiadi non sarebbero stata una priorità, poiché nella capitale esistono problemi ben più urgenti da risolvere. Differente invece l’opinione di Roberto Giachetti, per il quale le Olimpiadi rappresenterebbero una ghiotta opportunità per gli investimenti e l’incremento del tasso occupazionale. Il premier Matteo Renzi, infatti, non ha risparmiato di ricordarlo ai cittadini romani che domenica 19 giugno torneranno alle urne per scegliere il prossimo sindaco di Roma: se non vince il PD, niente Olimpiadi a Roma. E intanto un sondaggio SWG effettuato due settimane fa e riportato dal Messaggero di recente, condotto su un campione di 1.500 cittadini, rivela che la maggioranza dei romani vuole le Olimpiadi.

 

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In un’intervista al Tempo rilasciata lo scorso febbraio, sul tema Olimpiadi, Virginia Raggi rispose così: “Le Olimpiadi sono un regalo economico a una città che spesso viene usato per costruire grandi opere che restano incompiute o, più in generale, come una grande mangiatoia. Io sono contraria, penso che prima vada risistemata la città. Bisogna concentrarsi sull’ordinario. In ogni caso informeremo i cittadini dei costi e dei rischi delle Olimpiadi”. Durante una partecipazione ancora più recente a Ballarò, la Raggi conferma quanto scritto sopra, pur affermando di non essere totalmente contraria alle Olimpiadi. Bisogna tuttavia focalizzarsi sulla situazione attuale della città, prima di pensare a cose più grandi. Queste le sue parole: “Attenzione, noi non siamo pregiudizialmente contrari alle Olimpiadi, ma Roma parte da una situazione di debito di 14 miliardi e mezzo, senza considerare il problema dei trasporti”. Per la Raggi, dunque, quello delle Olimpiadi è un discorso giornalistico, che non rientra tra le primarie necessità dei romani.

 

Andando a esaminare il sondaggio condotto da SWG su chi vuole e chi non vuole le Olimpiadi, si scopre tuttavia che il 56% del campione – formato da 1.500 cittadini – è favorevole a ospitare la manifestazione sportiva, a cui fa eco un 21% che si dice tiepidamente favorevole e a cui ribatte un 23% totalmente contrario. Il dato risulta abbastanza eclatante – anche perché girando per Roma fino a qualche settimana fa si parlava delle Olimpiadi quasi come uno scherzo tra i vari cittadini – ma diventa significativo quando si considera che la maggioranza favorevole alla manifestazione è rappresentata dal 76% degli studenti e dal 66% dei giovani, dal 65% degli operai e dal 59% dei commercianti. Per il direttore dell’istituto SWG Enzo Risso, il progetto dell’Olimpiade per i romani è un po’ come l’Expo per i milanesi, “ovvero, non solo come un’occasione di sviluppo economico e sociale, ma come un volano per il rilancio della Capitale e, con essa, dell’intero Paese”, oltre a essere “un’occasione per poter mostrare vitalità, orgoglio e capacità di esprimere qualcosa di positivo”.

 

Per un candidato sindaco che si è detta favorevole al ritiro della candidatura di Roma a ospitare i Giochi Olimpici e Paralimpici 2024 – si deciderà l’11 settembre 2017, le città attualmente in gara, oltre a Roma, sono: Los Angeles, Budapest e Parigi – c’è un altro candidato sindaco che invece è assolutamente contrario al ritiro della candidatura e disponibile a far sì che Roma torni sul tetto del mondo tra 8 anni, affermando che quella dei Giochi sarà una straordinaria opportunità che fornirà 5 miliardi di investimenti e 177 mila posti di lavoro in più. Le città di Amburgo e Boston si sono già ritirate e diversi romani sarebbero favorevoli all’idea che Roma seguisse il loro esempio, per il timore che le Olimpiadi possano definitivamente abbattere la città, aumentando il debito già pesante. Per altri, invece, le Olimpiadi sarebbero un’ottima opportunità per il rilancio della città, che ha perso un po’ di appeal negli ultimi anni, oltre che un’enorme fonte di denaro e attrazione per turisti e investimenti. Sempre che i problemi di cui siamo a conoscenza tutti non mettano i bastoni tra le ruote.

 

Pugno di ferro, senso civico e coscienza: qualsiasi sindaco che salirà al Campidoglio dovrà armarsi di questi strumenti per decidere sulle Olimpiadi – o far decidere ai cittadini tramite apposito referendum. Quel che è certo è che non possono essere le Olimpiadi il tema chiave su cui si svolgerà il duello tra Raggi e Giachetti: sotto questo aspetto, è evidente, il ritornello mediatico sembra avere quasi un doppio fine.

 

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