Ballottaggio a Roma: gli elettori del M5S sono l’ago della bilancia?

Molti giornali oggi, in meritano alle elezioni comunali a Roma, intitolano al flop di Beppe Grillo: eppure c’è aria di corteggiamento per un 12% che fa gola a Pd e Pdl

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Molti giornali oggi, in meritano alle elezioni comunali a Roma, intitolano al flop di Beppe Grillo: eppure c’è aria di corteggiamento per un 12% che fa gola a Pd e Pdl

Roma andrà al ballottaggio: il primo vincitore delle elezioni comunali nella capitale è l’assenteismo (ha votato un romano su due). Successo del Pd: Marino supera Alemanno di quasi 13 punti. I due ora si sfideranno al ballottaggio: il 9 e 10 giugno potrebbero essere determinanti i voti degli elettori che al primo turno hanno votato il candidato del Movimento 5 Stelle, Marcello De Vito (12,43%), e l’imprenditore Alfio Marchini (9,48%). Si cerca di racimolare anche il 2,2% di Sandro Medici (Elezioni comunali Roma 2013: risultati in tempo reale).

Pd e Movimento 5 Stelle possono avere punti di contatto?

Ma le parole di De Vito nella conferenza stampa dopo le prime proiezioni di ieri non lasciano intravedere nessuna apertura: “al ballottaggio non appoggiamo nessuno, Alemanno e Marino sono la stessa cosa”. Intanto Marino, che si prepara a riprendere “la corsa elettorale” ha tenuto a precisare i punti di contatto con il M5S: i temi che hanno più a cuore sono e saranno anche i suoi, così ad esempio i costi della politica e la trasparenza del bilancio . Critico Alemanno: “Marino spera di poter corteggiare il Movimento 5 stelle ma non capisce che l’obiettivo del Movimento è la negazione dei partiti, lui compreso.” La sfida è aperta?

Flop del Movimento 5 Stelle o della politica?

E mentre i giornali intitolano al flop del M5S ed inneggiano ad un distacco, forse inaspettato nella sua misura, di Marino, un dato essenziale sembra passare in secondo piano: la politica è stata sconfitta. Solo metà dei romani si è recata alle urne ed è troppo facile dare la colpa alla scheda elettorale troppo lunga o, come ha fatto l’attuale primo cittadino, alla concomitanza con il derby della capitale.

Se si tiene conto del classico calo fisiologico dell’affluenza al ballottaggio, il prossimo sindaco di Roma potrebbe essere scelto da meno della metà dei cittadini.

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