Ballarò puntata ieri 26 febbraio 2013: boom di Grillo e rimonta del Pdl

L’in-governabilità in Italia dopo il risultato delle elezioni politiche: quale futuro per il Parlamento? Se ne è parlato nella puntata di ieri di Ballarò

di Alessandra De Angelis, pubblicato il
L’in-governabilità in Italia dopo il risultato delle elezioni politiche: quale futuro per il Parlamento? Se ne è parlato nella puntata di ieri di Ballarò

Terminata la pausa per dare spazio alle tribune politiche, ieri sera, martedì 26 febbraio, è ripreso l’appuntamento settimanale con la puntata di Ballarò. Dopo la copertina di Maurizio Crozza si entra nel vivo della puntata. (Copertina Maurizio Crozza, puntata Ballarò ieri 26 febbraio 2013). Argomento della puntata non poteva non essere il quadro politico delineato in Italia dopo il voto. Il boom di Grillo e la rimonta del Pdl hanno infatti reso vana la vittoria numerica del Pd: si prospetta il rischio di ingovernabilità, scongiurabile solo tramite accordi e collaborazione tra forze politiche molto diverse tra loro (Chiusura Borsa Milano a picco: il mercato dice no all’ingovernabilità). Ospiti in studio da Giovanni Floris Angelino Alfano, Alessandra Moretti, Christopher Prentice, Luigi Abete, Mario Calabresi, Alessandro Sallusti, Nando Pagnoncelli, Paolo Mieli.  

Cosa pensano all’estero del risultato delle elezioni politiche italiane

Ad inizio puntata Floris si collega con Valentina Martelli dagli USA. La  stampa americana intitola: “Le disordinate elezioni italiane scuotono i mercati mondiali e innervosiscono gli investitori. Un’Italia frammentata politicamente all’insegna dell’ingovernabilità”.

Alfano sulla sconfitta del Pd

Alfano individua nel distacco  del Pd dalle reali esigenze del popolo la causa della sconfitta di elezioni che sembravano avere un risultato scontato. Il segretario del Pdl fa notare che in campagna elettorale  Pierluigi Bersani non ha mai nominato le parole tasse, fisco, imprese. Secondo Mieli il Pd aveva sottovalutato il Movimento 5 Stelle: i sondaggi infatti non erano attendibili perché, evidentemente, chi vota Berlusconi o Grillo, non sempre lo dice.

Ingovernabilità o accordo Pd Movimento 5 Stelle

Difficile immaginare un accordo tra Pd e Pdl quindi il primo inizia timidamente a corteggiare la vera rivelazione di queste elezioni, il Movimento 5 Stelle. In caso contrario il rischio è quello dell’ingovernabilità. Abete punta il dito contro l’attuale legge elettorale che blocca il bipolarismo. Ma per Alfano l’accordo forzato tra Pd e Movimento 5 Stelle non li porterà lontano e contribuirà alla successiva vittoria del Pdl. Subito dopo l’esito del voto, Beppe Grillo ha fatto sapere che non sarebbe stato disposto a fare inciuci. Eventuali collaborazioni saranno valutate in maniera costruttiva solo se non cozzano con i punti del programma del Movimento 5 Stelle. Ieri in collegamento con lo studio di Ballarò lo ha confermato Davide Barillari: “Saremo responsabili nel Lazio, saremo determinanti riguardo scelte forti rispetto alla politica del passato. I nostri portavoce nazionali valuteranno possibili alleanze solo se il PD sarà vicino ai cittadini”. Moretti parla di una risposta sensata e aggiunge: “Con il Movimento 5 Stelle si può aprire un dialogo”. Alfano si stizzisce per gli applausi: “Qui si tifa per l’alleanza PD-Grillo”.  

Elezioni regionali: collegamento con Zingaretti e Maroni

Ieri pomeriggio c’è stato lo spoglio delle schede per le regionali (Elezioni regionali 2013 Lombardia, Lazio e Molise: risultati in tempo reale). In collegamento con lo studio di Ballarò ci sono i due vincitori di Lazio e Lombardia, Nicola Zingaretti e Roberto Maroni. Floris poi si collega con Ambrosoli che, tutto sommato, appare soddisfatto: “E’ il miglior risultato del centrosinistra degli ultimi 20 anni in Lombardia ma non è stato sufficiente. La nostra era una sfida ardua”.

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Argomenti: Politica