Ballarò, puntata 28 maggio 2013: intervista a Bersani

Dalle elezioni amministrative (con Alemanno e Marino in collegamento) al futuro del governo raccontato dall’ex segretario del Pd

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Dalle elezioni amministrative (con Alemanno e Marino in collegamento) al futuro del governo raccontato dall’ex segretario del Pd

La puntata di Ballarò in onda ieri sera, 28 maggio 2013, ha avuto come tema centrale i risultati delle elezioni amministrative. A commentare i risultati elettorali, dopo la copertina di Maurizio Crozza che ha introdotto come di consueto l’argomento (Copertina Maurizio Crozza, Ballarò puntata 28 maggio 2013: il Pd rischia di vincere), in studio c’erano il sottosegretario al lavoro e politiche sociali Carlo Dell’Aringa, Mara Carfagna del PdL, Pippo Civati del PD, l’imprenditrice Antonella Nonino, la segretaria generale dello SPI-CGIL Carla Cantone, il direttore del Giornale Alessandro Sallusti e l’editorialista del Corriere della sera Pierluigi Battista. Nella seconda parte della puntata Floris ha intervistato Pierluigi Bersani.

Flop Movimento 5 Stelle: il commento post elezioni di Beppe Grillo

Si inizia con un servizio che riassume il pensiero del leader del Movimento 5 Stelle: Beppe Grillo ha parlato di due Italie: quella A composta da chi vive la politica, da chi ha un posto sicuro e dai pensionati (esclusi quelli con pensione minima) e l’Italia B in cui vivono invece cassaintegrati, precari, lavoratori autonomi, piccole-medie imprese e studenti (Beppe Grillo dopo le elezioni comunali parla di due Italie). Cantone manda una frecciatina a Grillo ironizzando sulla sua età che non gli dovrebbe permettere di parlare male degli anziani. Secondo la Carfagna invece non esistono due Italie ma due politiche:  “una che tifa per lo sfascio, ed è quella di Grillo; l’altra è quella che si è rimboccata la maniche e ha fatto una scelta contro il proprio vantaggio elettorale”. Nonino invece, inaspettatamente, ammette che il pensiero di Grillo è condiviso dalla maggior parte della gente pensa.

Flop Pdl? Per Battista Berlusconi è politicamente finito

Battista analizza il calo di consensi del Pdl.

Secondo Mara Carfagna a penalizzare Silvio Berlusconi è stata la responsabilità di essere al governo nel pieno della crisi. Sallusti accusa il Corriere della Sera reo di predire da anni il fallimento politico di Berlusconi.

Tagli alla politica: la condanna di Fiorito

Un servizio introduce il tema dei tagli alla politica partendo dalla notizia della condanna di Fiorito, difeso a spada tratta dalla mamma. I tesorieri dei partiti ammettono che sarebbe opportuno eliminare i rimborsi. Secondo Nonino i tagli vengono sempre annunciati ma mai applicati in concreto.

Collegamento con Gianni Alemanno: al ballottaggio di Roma i tifosi vadano a votare

Il sindaco di Roma commenta i risultati delle elezioni amministrative puntando il dito contro il derby cittadino, causa principale dell’assenteismo. Poi definisce il suo avversario politico come “un estraneo rispetto alla città di Roma” sottolineando come la sua candidatura sia più affidabile di quella di una persona che si occupa della capitale solo da tre mesi. Civati fa notare ad Alemanno che la percentuale di consensi da lui ottenuta è bassissima per un sindaco uscente. Il primo cittadino di Roma accusa Ballarò di essere “un terreno amico a Marino”.

Collegamento con Marino: a Roma sono aumentati stupri e violenze

In chiusura Alemanno si vanta di aver contribuito a ridurre il numero di reati. E’ da qui che parte il discorso di Marino che insiste sull’aumento di casi di stupro e violenze a Roma negli ultimi 5 anni. Alemanno invita Marino ad un confronto ma viene liquidato “ci incontreremo in Campidoglio per il cambio di fasce”. Poi il chirurgo sottolinea di essersi dimesso da senatore prima del voto e rinfaccia al sindaco uscente di aver percepito il doppio stipendio, come primo cittadino e come deputato. Alemanno nega. Marino lo accusa di essere bugiardo e anche ipocrita avendo avuto cinque anni a disposizione per risolvere i problemi di Roma. Poi sul circuito di Formula Uno, vanto di Alemanno, incalza “Ha portato a Roma il gran premio di Formula 1, ma poteva portare quello di motocross: la pista, viste le voragini in strada, qui c’è già”.Dallo studio Sallusti accusa Marino di arroganza. Mara Carfagna invece esprime parole di stima a livello personale ma sottolinea che votare per Marino significa votare persone come Bettini. Il candidato del Pd replica garantendo meritocrazia e professionalità: “Nominerò persone solo in base alla formazione scolastica”.

Floris intervista Bersani: il Pd non ha bisogno di un leader

Dopo lo spazio dedicato ai sondaggi entra in studio Pier Luigi Bersani.

La prima domanda ha il sapore del gossip: Floris chiede all’ex segretario del Pd come trascorre le sue giornate ora che è lontano dai riflettori. Poi si entra nel vivo della discussione politica con un elenco di dati positivi e negativi dell’attuale situazione del partito democratico: la nomina di Gianni Letta è sicuramente un segnale positivo anche se le cose sarebbero potute andare diversamente se il Movimento 5 Stelle (a cui non fa riferimento espressamente) avesse collaborato. Bersani ammette che Grillo ha tolto molti voti al Pd ma li sminuisce a semplici manifestazioni di protesta. Il punto di forza del Pd, rispetto agli altri partiti, sta, secondo l’ex segretario, nel non essere padronale. Personalmente ammette di sognare “un mondo in cui Alfano si faccia il suo governo ed io il mio” ma si complimenta con i cittadini per aver compreso che il governo Letta era un compromesso necessario. Entrando nel vivo del programma del Pd Bersani assicura che ci si occuperà dell’abolizione dei finanziamenti pubblici ai partiti ma evitando al tempo stesso che la politica diventi un privilegio di miliardari. Sulla questione Imu ribadisce che la patrimoniale esiste ovunque e che esentare anche i ricchi non sarebbe equo. Per il futuro esorta gli elettori all’ottimismo: “basta con lo sconfittismo, sembra che il Pd perda sempre”. Poi ricorda che la sinistra governa in tutti i capoluoghi, ad eccezione di Reggio Calabria e invita a vedere il bicchiere mezzo pieno “Una smacchiatina al giaguro la abbiamo data”.Parole di pacata stima per Renzi: “È una personalità, ha un’intelligenza rapida, fresca, utile per la nostra causa. Poi ci sono cose che non condivido. Alcune cose che vengono vendute come nuove, ma che a me sembrano cose rimasticate”.

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