Ballarò, puntata 25 giugno: cosa succederà dopo la condanna di Berlusconi?

Come Berlusconi ha cambiato l’Italia e quali saranno le ripercussioni sul governo Letta in caso di conferma della condanna

di Alessandra De Angelis, pubblicato il
Come Berlusconi ha cambiato l’Italia e quali saranno le ripercussioni sul governo Letta in caso di conferma della condanna

Quella di Ballarò di ieri sera, 25 giugno 2013, è stata una puntata ricca di spunti: gli eventi politici della settimana, dalla condanna di Berlusconi a sette anni alle dimissioni  del ministro Josefa Idem, hanno offerto molto materiale sia  a Floris che a Crozza per la sua copertina.   APPROFONDISCI: Copertina Maurizio Crozza, Ballarò puntata 25 giugno 2013: Berlusconi è perseguitato… ma dai reati VIDEO   Ospiti in studio Mariastella Gelmini del PdL, Laura Puppato del PD, Bruno Tabacci del Centro Democratico, il presidente emerito della Corte Costituzionale Valerio Onida, il vicepresidente della Confindustria per lo sviluppo economico Aurelio Regina, il direttore di Libero Maurizio Belpietro e l’editorialista del Corriere della sera Antonio Polito.

Anteprima Ballarò, cosa comporta l’interdizione dai pubblici uffici

Nell’anteprima della puntata Floris mostra un cartello che sintetizza le conseguenze dell’interdizione per Berlusconi, qualora confermata. Va poi in onda un servizio sulla reazione alla notizia della condanna: è evidente che si tratti di un processo dal forte impatto mediatico.

Sette anni a Berlusconi: è una sentenza politica?

Mariastella Gelmini prende subito la palla al balzo per definire la sentenza “incomprensibile, non basata sui fatti, ma sul pregiudizio nei confronti di Berlusconi; è una sentenza politica”. Quanto all’accusa di concussione la Gelmini sostiene che aveva natura informativa e che lo stesso funzionario Ostuni ha negato di aver ricevuto pressioni. Floris controbatte: “e cosa avrebbe dovuto dire?” Antonio Polito invita a rispettare il valore della sentenza anche se non esclude che ci sia stato un accanimento mediatico. Riguardo i soldi dati alle ragazze la Gelmini ipotizza che  Berlusconi le abbia pagate per risarcirle dal danno di immagine conseguente al processo. Per la Puppato, dal momento che Berlusconi oggi non riveste nessuna carica, è illogico parlare di sentenza politica: a nessuno interessano le sue dimissioni. Piuttosto il Pdl dovrebbe cogliere l’occasione per liberarsi dall’idea del partito-padrone. Belpietro se la prende con l’accanimento di Crozza poi ricorda che non c’era nessuna comunità disposta ad accogliere Ruby per questo, dice, è stata incaricata la Minetti.

Come il processo Ruby ha cambiato l’Italia

In studio la professoressa Signorelli, antropologa, analizza come e quanto sia cambiata l’Italia negli ultimi 2 anni, che hanno visto lo sviluppo del processo Ruby. “Berlusconi ha sdoganato il vecchio machismo all’italiana e la prostituzione. Ha dato ad entrambi i fenomeni un tocco post-moderno”. Un cambiamento evidente in chi considera l’ex premier come un esempio di uomo di successo: “Il carisma che propone Berlusconi è il successo e nel sesso è la quantità di prestazioni che si possono avere pagando”. Oggi la gente dà un significato positivo al termine “prostituta”. Il vicepresidente di Confindustria, Aurelio Regina, critica il fatto che si perda tempo a parlare di gossip e di Ruby invece di concentrarsi su temi urgenti come lavoro e tasse.

Aumento dell’Iva: conseguenze

Regina non esclude un aumento dell’Iva (imposta indiretta) indolore ma solo se contemporaneamente  l’Irpef (imposta diretta) viene abbassata proporzionalmente, almeno per le classi meno abbienti.

Zaccagnini lascia il Movimento 5 Stelle

Un servizio su Adriano Zaccagnini, che è passato al gruppo Misto. La Puppato accusa i grillini di non aver saputo dare una risposta alle richieste dei suoi elettori. Sul tema dell’ineleggibilità di Berlusconi comunque conferma che voterà a favore. Secondo Belpietro Bersani starebbe lavorando ad una nuova maggioranza Pd-M5S che potrebbe consolidarsi dopo l’estate.

Sciopero al Colosseo

Un servizio ci porta a Roma e alle questione licenze. Un bar a pochi passi dall’anfiteatro  paga al Comune un canone di 1115 euro all’anno. In pratica 2 euro al giorno: una cifra ridicola. Molti camion-bar tra il Colosseo e piazza Venezia non hanno una licenza regolare.

L’Italia è finita?

Regina critica Grillo che ha descritto come “morto” il nostro Paese. Ma il governo Letta deve avere il coraggio di prendere decisioni impopolari, anche se le anticipazioni del decreto del fare non lasciano ben sperare in questo senso.

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Argomenti: Politica

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