Ballarò, puntata 14 maggio 2013: Berlusconi e la giustizia

Le vicende giudiziarie dell’ex premier interessano più dei problemi reali del Paese?

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Le vicende giudiziarie dell’ex premier interessano più dei problemi reali del Paese?

Al centro della puntata di Ballarò di ieri sera, 14 maggio 2013, c’è il processo contro Berlusconi per il caso Ruby, argomento introdotto anche dalla copertina di Maurizio Crozza (Copertina Maurizio Crozza, Ballarò puntata del 14 maggio: il processo Berlusconi). Ospiti di Floris in studio sono stati il presidente dell’Anci e sindaco PdL di Pavia Alessandro Cattaneo, il presidente dei deputati del Pd Roberto Speranza, l’economista Veronica De Romanis, il filosofo Aldo Masullo, il direttore del mensile Altraeconomia Pietro Raitano, il direttore dell’agenzia ANSA Luigi Contu e il vicedirettore di Repubblica Massimo Giannini. La puntata si apre con un’intervista-lampo a Epifani, segretario neo-eletto del Pd.

Il processo Berlusconi e la manifestazione del Pdl a Brescia

Cattaneo sottolinea che Berlusconi non ha usato parole violente e che la contestazione, premeditata, va condannata a priori visto che ha impedito lo svolgimento regolare della manifestazione. Poi sulle dinamiche del processo: Un altro cittadino che non si chiamasse Silvio Berlusconi sarebbe stato sottoposto a migliaia di intercettazioni su questo tipo di reato?”. Giannini non è d’accordo con il sindaco: “Sono 50 le persone intercettate, non così tante per uno che invitava 35 ragazze a sera”. In quanto al reato di prostituzione Toti sottolinea che non ci sono prove che Ruby abbia ricevuto soldi da Berlusconi e che, visto il suo settore imprenditoriale, non è strano che aspiranti soubrette frequentassero la sua villa. Per quanto concerne invece il reato di concussione ribadisce che Ostuni, capo del gabinetto della questura, ha dichiarato di non aver subito pressioni da Berlusconi.

Dalla villa di Arcore alle prime case gravate dall’Imu: due Italie diverse

Il filosofo Masullo non vuole commentare le vicende giudiziarie di Berlusconi: A me importa che le persone muoiono di fame. Abbiamo il dovere di non mostraci loro insensibili”. Va quindi in onda un servizio sui disoccupati italiani che emigrano in Germania in cerca di lavoro. Raitano, direttore Altreconomia, porta i numeri della disoccupazione: in Italia le famiglie che si possono considerare povere sono il 12%.

Anche Speranza critica l’eccessiva attenzione data al processo Ruby a discapito dei veri problemi del Paese e sottolinea che le riforme del governo Letta devono partire proprio dalle classi più deboli: “Noi l’Imu possiamo pagarla e mettere soldi sugli investimenti, possiamo aprire un asilo in più nel comune di Cattaneo”. Compito del nuovo esecutivo è quello di trovare il coraggio di dire anche cose impopolari. Contu sul governo Letta è meno ottimista.

Internet gogna pubblica?

Si passa ad un risvolto di internet: gli insulti a cui vengono esposti i personaggi pubblici. L’ultimo caso emblematico è la cancellazione  da Twitter di Enrico Mentana.  Anche Beppe Severgnini elenca gli insulti ricevuti online. Un professore di diritto penale spiega che il mondo del web non è un terreno estraneo alla legge.

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