Baby boom in Svizzera? E’ l’economia, bellezza!

In Svizzera si ha un boom delle nascite: +20% dal 2001. In Italia si registra un calo demografico, frutto di un calo dei nati e di una crescita dei morti. Quale causa di questa divergenza?

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In Svizzera si ha un boom delle nascite: +20% dal 2001. In Italia si registra un calo demografico, frutto di un calo dei nati e di una crescita dei morti. Quale causa di questa divergenza?

In Svizzera sono nati 86.559 bambini nel 2015, 10 ogni ora. E già i demografi parlano di “baby boom”, considerando che il tasso di fertilità – il rapporto tra figli nati vivi e donne – è salito a 1,54, quando agli inizi del Millennio era sceso a un minimo di 1,38. In valore assoluto, il record minimo delle nascite nel paese alpino dal 1991 ad oggi era stato toccato nel 2001, quando erano crollate ad appena 72.372 unità. Da allora, quindi, il balzo è stato del 20%.

Il dato nazionale riflette, però, ampie disparità tra aree rurali e grandi città: nelle prime, il tasso di fertilità sale a 1,77, a Basilea scende a 1,37. In Europa, il record spetta a Svezia e Norvegia con 1,8 e 1,9 rispettivamente. Numeri, ai quali adesso aspira anche la Svizzera, nonostante non sarà facile per essa arrivare ai livelli scandinavi, dove lo stato spende per le famiglie il 4% del pil, più del doppio dell’1,6% messo a disposizione da Berna.

In Italia culle vuote e decrescita demografica

Sarà, ma i dati alpini non possono che attirare l’invidia di noi italiani, dove il tasso di fertilità è tra i più bassi di tutta Europa, sotto quota 1,4. Nei primi sei mesi dell’anno, il numero delle nascita nel nostro paese è sceso di 14.600 unità, pari al 6% tendenziale. Al 30 giugno scorso, risultano nati 221.500 bambini, mentre sul totale del 2016 dovrebbero essere tra i 450 e i 460.000 i nuovi bambini nati, esitando così la popolazione italiana un saldo negativo intorno alle 120.000 unità, nonostante il numero dei decessi dovrebbe ridursi in valore assoluto dal picco dello scorso anno. E a conferma di quanto la crisi delle nascite sia da noi più grave di quanto pensiamo, si noti come in calo risultino persino i figli partoriti tra gli immigrati.

(Leggi anche: Allarme demografico per l’Italia)

Qual è il segreto del baby boom elvetico? Certamente, la solidità economica. Nell’ultimo decennio, il tasso di crescita medio del pil alpino è stato dell’1,6%, quello italiano del -0,7%. E se attualmente il tasso di disoccupazione nel primo è poco superiore al 3%, avendo toccato un picco di solo il 4,2% nel 2010, nel nostro paese è quasi quattro volte tanto. Per non parlare del raffronto tra l’occupazione svizzera e quella italiana: oltre l’80% la prima, il 57% la seconda. Tra le donne, hanno un lavoro quasi tre su quattro, in Italia meno di una su due. (Leggi anche: Lavoratori italiani ultimi in Europa)

 

I giovani in Svizzera lavorano 4 volte tanto i nostri

E ancora: oltre il 60% dei giovani di età compresa tra i 15 e i 24 anni lavora in Svizzera, quando da noi si scende ad appena un sesto del totale della popolazione di riferimento. Anche questo dato, forse più di quello sull’occupazione femminile in sé, spiegherebbe perché le culle siano sempre più vuote nel nostro paese, mentre i vicini elvetici possono parlare di baby boom, per quanto in assoluto non registrino nemmeno essi stessi valori eclatanti.

In Italia, non solo le donne (e gli uomini) lavorano di meno, ma iniziano a farlo anche in età più tarda, per cui hanno a disposizione un minore numero di anni per mettere su famiglia e fare figli. Eppure, qui i dati Eurostat non confermano questa evidenza, visto che mediamente una donna in Svizzera partorisce il primo figlio a 30,4 anni (anno 2013), soltanto qualche mese prima dei 30,6 anni in Italia. La media UE è di 28,7 anni.

 

 

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