Azioni Unicredit come “Babbo Natale”: Orcel promette rendimenti alle stelle

Unicredit promette di remunerare il capitale a tassi elevatissimi, così le sue azioni sono da comprare. Piano Orcel promosso dagli analisti.

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Azioni Unicredit, boom con piano Orcel

Tra giovedì e venerdì della scorsa settimana, le azioni Unicredit sono salite del 12% in borsa, aumentando la capitalizzazione di mercato di oltre 3 miliardi a quasi 29 miliardi di euro. Il boom è arrivato dopo la presentazione del nuovo piano industriale da parte dell’Amministratore Delegato, Andrea Orcel. Tra i punti salienti, vi è la promessa di erogare agli azionisti 16 miliardi tra dividendi (un terzo) e buyback (due terzi) entro il 2024. Già nel 2022 saranno 3,7 i miliardi ad essere distribuiti.

E’ evidente che le azioni Unicredit siano balzate a doppia cifra. Ad essere sinceri, restano a buon mercato. Se Orcel implementerà il piano così come lo ha presentato, rispetto al loro valore di mercoledì scorso i titoli riceveranno nell’arco di soli tre anni una remunerazione del 62%. Il rendimento medio annuo composto sarebbe di oltre il 17%. Altro che inflazione!

Azioni Unicredit ancora a sconto

Le cifre sono così interessanti che sia BNP Paribas che Kbw hanno parlato di “Babbo Natale” in arrivo.

Anche perché le azioni Unicredit valgono ancora metà del valore a libro. Il patrimonio netto contabile di Piazza Gae Aulenti al 30 settembre scorso si attestava, infatti, a 53,4 miliardi. Il titolo quest’anno in borsa è salito del 70%, risentendo positivamente anche del miglioramento dell’economia italiana dopo la fase acuta della pandemia.

Aspetto non secondario del piano industriale riguarda il fatto che i 16 miliardi promessi agli azionisti arriverebbero tutti dalla generazione del capitale organico, senza intaccare il capitale in eccesso. Orcel stima di maturare per il 2024 un utile pari a 4,5 miliardi, in crescita dai 3,3 miliardi del 2021. Ovviamente, una cosa è la promessa e un’altra sono i fatti. Il buon esito dipenderà da svariati elementi, alcuni dei quali di natura macro e sfuggenti al controllo della banca.

Positivo per Unicredit sarà certamente il rialzo dei tassi di mercato atteso per i prossimi anni. Potrà migliorare il margine d’interesse sui prestiti erogati. D’altra parte, la stretta monetaria rappresenta un rischio per i debitori, specie se l’economia italiana non dovesse continuare a crescere in misura tale da superare velocemente e nettamente i livelli pre-Covid. Parliamo dei crediti deteriorati, la cui entità dopo le crisi tende a lievitare, sebbene ad oggi questo non sia un problema per i bilanci di Unicredit.

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