Azienda invasa dai curriculum: lieto fine per il caso operai introvabili?

Migliaia di candidati al Job Day della Antonio Carraro, l'azienda veneta che cercava personale ma non lo trovava.

di Chiara Lanari, pubblicato il
Migliaia di candidati al Job Day della Antonio Carraro, l'azienda veneta che cercava personale ma non lo trovava.

Il caso dell’azienda di Campodarsego, in provincia di Padova, che cercava lavoratori ma non trovava nessuno aveva fatto il giro del web e come ovvio che accada, dopo la “pubblicità” ottenuta attraverso i media che hanno rilanciato la notizia, in poche ore le cose sono del tutto cambiate per la Antonio Carraro: sono giunte centinaia di domande arrivate a 5mila nella giornata di sabato, quando si è svolto il famoso Job Day organizzato dall’azienda veneta.

Azienda cerca 70 nuovi dipendenti ma nessuno risponde: dove sta il problema?

Un lieto fine che fa storcere il naso ai sindacati

La Antonio Carraro è un’azienda sita nel padovano, leader nel settore dei trattori compatti, alla ricerca di 70 dipendenti (ingegneri meccanici, progettisti, periti, disegnatori addetti alle lavorazioni meccaniche e al controllo qualità dei prodotti etc) da assumere a 1590 euro lordi al mese, circa 1.000/1.100 euro netti, con contratti a tempo indeterminato, terzo livello. Nessuno però aveva risposto all’annuncio e la vicenda aveva lasciato perplessi considerando la situazione presente in Italia (disoccupazione, giovani senza lavoro e via dicendo). Si era ipotizzato che il problema potesse essere la retribuzione non troppo alta ma dopo l’uscita della notizia, incredibilmente, l’azienda ha iniziato a ricevere curriculum e durante il Job Day del 16 dicembre sono giunte persone da ogni parte d’Italia, giovani laureati ma anche 50enni che hanno perso il lavoro pronti a rimettersi in gioco. Solo nella giornata di sabato sono arrivati 300 Cv e altrettanti hanno svolto i colloqui conoscitivi al tavolo.

La Antonio Carraro, ricordiamo, dopo aver investito su nuovi robot è alla ricerca di 70 figure professionali da impiegare alla catena di montaggio ma dopo aver cercato per mesi personale da assumere non ha potuto fare altro che affidarsi, in un certo senso, ai media. Ora l’azienda ha ottenuto le candidature sperate e come confermato da Liliana Carraro “assumeremo prima in prova e poi a tempo indeterminato”.

Tuttavia, se questa sembra una storia a lieto fine per un’azienda in difficoltà a trovare personale, il sindacato Fiom Cgil appare scettico e sottolinea che l’azienda “ha disdetto nel febbraio 2017 gli accordi di secondo livello e invece di ricollocare gli operai usciti dalle fabbriche in crisi del territorio ha preferito organizzare un Job Day”. Si aprirà dunque un secondo capitolo o è tutto bene quel che finisce bene?

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Argomenti: Crisi economica Italia, Disoccupazione, Economia Italia