Autostrade, stop rincari pedaggi: dove aumentano e dove no nel 2020

Quasi nessun aumento dei pedaggi autostradali nel 2020 ma per altre voci di spesa come rc auto, banche, scuola e spesa alimentare la stangata è nell'aria.

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Quasi nessun aumento dei pedaggi autostradali nel 2020 ma per altre voci di spesa come rc auto, banche, scuola e spesa alimentare la stangata è nell'aria.

Dal 1 gennaio 2020 sono stati rinviati gli aumenti per i pedaggi autostradali. Il decreto Milleproroghe, infatti, ha confermato il rinvio degli incrementi sul 95% della rete autostradale mentre per la restante percentuale l’eccezione non è valida. Da quest’anno, inoltre, presso il Mit sarà istituito un Osservatorio permanente di monitoraggio delle verifiche di sicurezza

Rincari autostrade 2020, dove aumentano i pedaggi 

Il 2020 sarà fortunato per gli automobilisti che viaggiano spesso in autostrada.

Il Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti infatti ha reso noto che “il termine per l’adeguamento delle tariffe autostradali relative all’anno 2020 è differito sino alla definizione del procedimento di aggiornamento dei piani economici finanziari predisposti in conformità alle delibere adottate dall’Autorità di Regolazione dei Trasporti (Art)”. Per la maggior parte delle tratte, quindi, non ci saranno rincari mentre gli aumenti dei pedaggi sono previsti per la società Cav (Concessioni Autostradali Venete) pari all’1,20%, l’Autovia Padana che aumenta dell’4,88%, Bre.Be.Mi. del 3,79% e Pedemontana Lombarda dello 0,80%. 

Nessun aumento neppure per le società cui il contratto risulta scaduto, quindi Ativa, Autostrada del Brennero, Autostrade Meridionali, Autovie Venete, Satap (A21). 

Infine per Strada dei Parchi, Autostrade per l’Italia, Milano Serravalle e le autostrade A24 e A25 sono stati congelati anche gli aumenti relativi agli anni precedenti. 

Altri rincari, dall’Rc auto alla spesa

Se per le autostrade gli aumenti sembrano scongiurati, così non si può dire per altre voci di spesa. Federconsumatori, infatti, ha parlato di una stangata generica per le famiglie che sarà pari a circa 630 euro in media senza considerare il cancellamento del  superticket e il congelamento dei prezzi per le bollette dell’energia per i primi tre mesi dell’anno così come quella dell’acqua. Gli aumenti maggiori, infatti, riguardano l’Rc auto con un rincaro del +53,20 euro l’anno, i servizi bancari che aumentano del +3,7% e i trasporti che quest’anno aumenteranno di +184,25 euro. A crescere anche i costi della scuola, libri e mense in particolare, ma anche la spesa alimentare. I consumatori dovranno infatti sborsare 144,77 euro in più.

Leggeri aumenti anche per la tassa rifiuti, di +11,28 euro. Secondo Federconsumatori la ripresa non è del tutto completata quindi il governo dovrebbe avviare «una seria rimodulazione delle aliquote Iva in modo da non tassare come beni di lusso alcuni beni e prodotti che invece sono di largo consumo».

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