Auto elettriche: incentivi in arrivo in Germania; e in Italia?

Auto elettriche: la Germania studia gli incentivi, mentre in Italia mancano le colonnine per la ricarica. Il governo Renzi punta ad aumentarle.

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Auto elettriche: la Germania studia gli incentivi, mentre in Italia mancano le colonnine per la ricarica. Il governo Renzi punta ad aumentarle.

Il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, ha confermato che il governo di Berlino intenderebbe prendere in considerazione un pacchetto di incentivi per l’acquisto di auto elettriche, anche se ha raffreddato gli entusiasmi del settore, dopo che nei giorni scorsi si era diffusa la voce di un maxi-sconto pubblico di 5.000 euro. Di cifre Schaeuble non ha voluto accennare, ma ha smentito che siano questi i numeri in discussione. Inoltre, ha fatto presente che la misura non graverebbe sul bilancio statale, in quanto le risorse sarebbero attinte dal Fondo sul clima già stanziato. La Germania è un mercato di punta per le auto e all’avanguardia anche nella lotta contro le emissioni inquinanti. E’ del mese scorso la notizia che alcuni ingegneri del politecnico più famoso del paese, RWTH, avrebbero progettato un’auto elettrica dal costo di appena 5.000 euro, alla portata, quindi, di ogni tasca.

Costo auto elettriche ancora elevato

Ad oggi, infatti, il vero limite alla diffusione delle auto a impatto zero sull’ambiente è rappresentato dal costo, pari a 10-15.000 euro in più rispetto a un veicolo di pari categoria a carburante. Parte del maggiore costo è assorbito dalla batteria, che pesa per circa un terzo o finanche la metà del prezzo finale. Contrariamente a quanto si potrebbe ipotizzare, ovvero che il maggiore costo di acquisto iniziale sarebbe ammortizzato con l’avanzare dei chilometri percorsi, le cose starebbero diversamente, perché alcune riviste di settore hanno stimato che in media un’auto elettrica ha una vita di circa 150.000 chilometri, mentre un’auto a benzina o diesel arriverebbe anche a 250.000 euro. Vero è, però, che si risparmia sul carburante, anche se i termini del confronto non possono essere supposti in maniera generica, dipendendo sia dal tipo di veicolo a carburante utilizzato, sia dalla società elettrica alla quale si è allacciati per la ricarica.

Si potrebbe arrivare a un costo di ricarica con l’energia elettrica di 4 volte inferiore a quello alla pompa, così come le compagnie di assicurazione stanno scontando le polizze del 35-50% per le auto elettriche, le quali scontano anche un’esenzione totale del bollo per i primi 5 anni dalla data di acquisto.      

Incentivi auto elettriche ancora lontane in Italia

Ma i numeri sono ancora deludenti. Se nel mondo è stato superato il milione di veicoli elettrici venduti nel 2015, pari a un millesimo dell’intero parco macchine globale, in Italia lo scorso anno ne sono stati venduti 1.460 (lo 0,1% del totale) e nei primi 2 mesi di quest’anno appena 190, segno che gli italiani non trovano ancora conveniente spendere di più per un’auto a emissioni zero. In tutto ciò ci sarebbe anche lo zampino del calo dei prezzi del carburante, conseguenza del tracollo delle quotazioni del greggio sui mercati internazionali. Ma non è l’unica risposta. In Italia esistono ad oggi su tutta la rete stradale meno di 800 colonnine per la ricarica della batteria, tanto che l’altro ieri il ministro delle Attività produttive, Graziano Delrio, intervenendo da Torino a un convegno sul car-sharing, ha promesso lo stanziamento in 3 anni di 32 milioni di euro per la realizzazione di 20.000 colonnine per la ricarica. In realtà, la stessa Enel ha preso l’impegno, dopo un apposito accordo con il governo, di realizzare 90.000 colonnine in tutta Italia entro i prossimi 5 anni. Certo, se il numero di auto elettriche vendute ogni anno resta ai livelli attuali, si corre il rischio di avere più stazioni per la ricarica che veicoli. D’altra parte, è pur sempre vero che i tassi di crescita sono di circa il 50% all’anno, che se confermati porterebbero a un’espansione esponenziale del mercato. Mantenendo questi ritmi, ad esempio, tra 10 anni potrebbero salire a oltre 86.000 unità i veicoli elettrici venduti in Italia, anche se resterebbero un mercato di nicchia. Per questo, la Germania sembra volere guidare la rivoluzione epocale e prepara gli incentivi, consapevole che le sue case automobilistiche stanno investendo seriamente su questo nuovo segmento, cercando di sostenere la leadership appannata della Volkswagen dopo lo scandalo emissioni.

Non lo stesso si può ancora dire della realtà nostrana. E forse anche per questo non vi saranno misure in favore degli acquisti nel breve periodo.  

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