Economia australiana in crescita da 26 anni: niente recessione, è record

L'economia australiana sta per battere ufficialmente il record di durata della crescita, superando l'Olanda e schivando la recessione da 26 anni.

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L'economia australiana sta per battere ufficialmente il record di durata della crescita, superando l'Olanda e schivando la recessione da 26 anni.

Trascorrere 26 anni senza alcuna recessione dell’economia, superare indenni la più grave crisi finanziaria ed economica dai tempi della Grande Depressione. Sfida impossibile, ma che eppure è stata vinta da un paese ricco, tra i più avanzati al mondo e che puntualmente ogni anno la Banca Mondiale pone ai vertici della classifica globale per grado di libertà economica e facilità nel fare impresa. Parliamo dell’Australia, la terra dei canguri, delle montagne verdi e delle coste dorate, che a partire dall’1 aprile prossimo registrerà il nuovo record mondiale per l’economia in crescita da maggior tempo. Tra 24 giorni, infatti, Canberra potrà ufficializzare al mondo di crescere da ben 104 trimestri, ovvero da 26 anni, superando l’attuale record detenuto dall’Olanda, che tra il 1982 e il 2008 ha evitato la recessione per 103 trimestri, salvo dovere alzare bandiera bianca dinnanzi alla terribile crisi esplosa in America e propagatasi a macchia d’olio nel resto del pianeta.

Fino a qualche settimana fa, serpeggiava il dubbio che l’Australia non fosse in grado di battere tale record per un soffio. Nel terzo trimestre del 2016, infatti, il suo pil si era contratto dello 0,5% sui tre mesi precedenti, ma formalmente si ha una recessione, quando esso registra due cali trimestrali consecutivi. E’ stato necessario, quindi, attendere i dati del quarto trimestri, pubblicati a fine novembre, per capire la direzione assunta dall’economia australiana e le notizie sono state più positive delle attese: pil a +1,1% sui tre mesi precedenti e a +2,4% su base annua. (Leggi anche: Crescita pil del 4%, in Australia possibile nel 2018)

Ripresa materie prime aiuta economia australiana

Non solo. L’import-export è cresciuto del 9,1% rispetto al trimestre passato e il 2016 si sarebbe chiuso con il primo surplus delle partite correnti per l’Australia dal 1975.

A trainare l’economia di quello che è a tutti gli effetti un continente, malgrado i suoi appena 24 milioni di abitanti, è stato il rimbalzo dei prezzi delle materie prime, di cui questa terra è produttrice ed esportatrice.

Il carbone ha finito il 2016 con una crescita di oltre il 15%, il ferro del 40%. Considerando che il principale importatore delle commodities australiane sia la Cina, è stato altresì essenziale per evitare la recessione la tenuta della seconda economia mondiale, che per quanto in rallentamento, continua a crescere a ritmi di oltre tre volte quelli degli USA. (Leggi anche: Australia schiva crisi materie prime con dollaro debole)

Tra 24 giorni sarà record, comunque vada

Quand’anche il primo trimestre di quest’anno si dovesse concludere con una nuova contrazione del pil, il record australiano sarebbe assicurato, non essendo ancora ugualmente recessione, che per la definizione sopra esposta, deve consistere in due cali trimestrali del pil consecutivi.

In ogni caso, un record l’Australia se l’era assicurato già a metà dello scorso anno, essendo stata l’economia a registrare la più lunga serie di trimestri archiviati senza contrazione del pil: 102 di fila, contro i 93 del Giappone tra il 1975 e il 1993 e gli 87 dell’Olanda tra il 1981 e il 2003.

Buone prospettive anche per la Polonia

A questo punto, l’unico altro paese che potrebbe sperare di raggiungere prima o poi l’Australia e persino di batterla, nel caso qui arrivasse tra alcuni trimestri la recessione, è la Polonia. Da quando sono iniziate le rilevazioni internazionali sulla più grande economia dell’Europa orientale, non vi è mai stata recessione, ovvero sin dal 1995. Varsavia dovrebbe attendere almeno una ventina di trimestri ancora (5 anni) per raggiungere il record attualmente detenuto dall’Australia, sempre che questa non continui a battere sé stessa.

Tra le grandi economie, anche gli USA hanno sfoderato numeri impressionanti, schivando la recessione per 17 anni, tra il 1991 e il 2008. Dati, che fanno ben sperare, considerando che l’economia americana sia ormai fuori dalla recessione da oltre sette anni, per quanto abbia nel frattempo inciampato in qualche trimestre.

 

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