Aumento Pil e gettito per l’Erario: gli effetti della proposta sugli incentivi rottamazione 2019

Il Centro Studi Promotor ha presentato la proposta sugli incentivi rottamazione auto per il prossimo anno.

di Chiara Lanari, pubblicato il
Il Centro Studi Promotor ha presentato la proposta sugli incentivi rottamazione auto per il prossimo anno.

Il Csp (Centro Studi Promotor) ha avanzato un’interessante proposta al Governo del premier Conte. In occasione di una conferenza stampa tenutasi presso la città di Milano due giorni fa, il Csp ha chiesto all’esecutivo di M5S e Lega Nord la concessione di un incentivo fino a 4 mila euro per gli automobilisti che decidono di rottamare il proprio usato e acquistano una nuova vettura. Il tema è quello relativo agli incentivi rottamazione e ha come anno di riferimento il 2019.

Gli effetti positivi per il Pil

La proposta sugli incentivi rottamazione auto 2019 del Centro Studi Promotor dovrebbe avere effetti più che positivi per lo Stato. Da una parte infatti aumenterebbe il gettito per l’Erario, dall’altra parte una crescita del prodotto interno lordo italiano. Secondo i più recenti dati, l’Ocse ha stimato una crescita del Pil italiano per il 2018 attorno all’1 per cento. Nelle ultime ore, anche il Fondo monetario internazionale si è espresso sulla rallentamento del Pil italiano, sottolineando come sia necessario “uno sforzo più ambizioso” da parte dell’attuale Governo per risollevare l’economia del Paese, uno degli osservati speciale a causa del suo debito elevato.

L’esempio del 1997

Nel corso della conferenza stampa tenutasi a Milano due giorni fa, il Centro Studi Promotor ha presentato la proposta sugli incentivi rottamazione auto per il prossimo anno ricordando i benefici di analoghi incentivi nel 1997. Secondo quanto dichiarato dal Csp, i costi che lo Stato dovrebbe sostenere per il bonus verrebbero interamente ripagati dall’aumento dei proventi per le tasse sulle immatricolazioni delle automobili vendute e l’aumento del gettito Iva. Ciò almeno è quanto si è verificato all’alba degli anni Duemila, quando l’allora Governo italiano scelse la strada degli incentivi per migliorare la percentuale di crescita del Prodotto interno lordo e il gettito per l’Erario. In particolare, sotto quest’ultimo aspetto si registrò un aumento pari a 1.400 miliardi di lire, corrispondenti agli attuali 700 milioni di euro.

Sostegno agli automobilisti con un reddito basso

Gian Primo Quagliano, presidente di Centro Studi Promotor, ha spiegato che l’obiettivo dell’organizzazione non è tanto risollevare il mercato delle automobili quanto sostenere gli automobilisti che si ritrovano a fare i conti con un reddito basso e la necessità di cambiare la propria vettura datata a più di 10 anni fa a causa delle limitazioni al traffico imposte da numerose regioni italiane, in particolare al Nord Italia. Nel 1997, invece, la scelta di promuovere gli incentivi statali per la rottamazione di un veicolo usato e l’acquisto di uno nuovo era stata dettata dalla crisi in cui versava il mercato automobilistico da più di 4 anni.

Il discorso si lega inevitabilmente al successo del mercato delle auto elettriche, che soltanto nel 2025 potrebbe arrivare al 25% del mercato a discapito delle auto diesel inquinanti anche se ci vorranno molti anni per eliminare dalla circolazione tutti i veicoli che inquinano.

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Argomenti: Economia Italia