Aumento IVA, una spada di Damocle dal peso di 23 miliardi

Un passaggio cruciale sarà quello di domani quando il premier Giuseppe Conte è atteso a Palazzo Madama.

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Un passaggio cruciale sarà quello di domani quando il premier Giuseppe Conte è atteso a Palazzo Madama.

Una corsa contro il tempo per salvare i cittadini italiani dall‘aumento IVA, che scatterà in automatico a partire dal 1° gennaio del prossimo anno (2020) se prima non verranno trovati 23 miliardi di euro per disinnescare le clausole di salvaguardia. Una cifra monstre, quasi doppia rispetto a quella inserita nell’ultima legge di Bilancio dal governo Conte (12 miliardi, ndr), superiore anche alle spese stabilite dal governo Renzi prima e quello Gentiloni poi.

Lo scenario post Ferragosto

Un passaggio cruciale sarà quello di domani, martedì 20 agosto, quando il premier Giuseppe Conte è atteso a Palazzo Madama. Al momento, appare improbabile una ricomposizione della frattura che si è venuta a creare tra il Movimento 5 Stelle e la Lega Nord dopo la decisione assunta da Matteo Salvini di sfiduciare il premier. Questa domenica si è tenuta una riunione informale dei principali rappresentanti 5 Stelle al cospetto del fondatore del Movimento Beppe Grillo. Al termine del vertice, il commento lapidario sull’ormai ex alleato di governo è stato: “Interlocutore inaffidabile, pugnala il Paese”.

Si fa invece largo l’ipotesi di un governo di legislatura, con al governo M5S e Partito democratico. In relazione al nuovo esecutivo, Di Maio e Zingaretti sarebbero i due nomi più caldi per la guida del governo.

Lo spettro dell’esercizio provvisorio

Le elezioni anticipate di inizio autunno manderebbero l’esecutivo in esercizio provvisorio. Le conseguenze sarebbero nefaste, poiché durante l’esercizio provvisorio il governo si limiterebbe agli atti di ordinaria amministrazione. In uno scenario simile, non esisterebbero né i modi né i tempi per reperire 23 miliardi di euro al fine di scongiurare l’aumento dell’IVA. Per questo motivo Matteo Renzi rilancia da giorni l’idea di un governo istituzionale, che resti in carica soltanto per disinnescare le clausole di salvaguardia e portare a termine la legge di Bilancio per il prossimo anno, tornando così a nuove elezioni.

Leggi anche: Aumento IVA: servono 23 miliardi per disinnescare le clausole di salvaguardia

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