Aumento Iva: ecco quanto costerà alle famiglie italiane la stangata

Secondo le stime un eventuale aumento dell'Iva costerà a ciascuna famiglia italiana qualcosa come 480 euro all'anno.

di Chiara Lanari, pubblicato il
Secondo le stime un eventuale aumento dell'Iva costerà a ciascuna famiglia italiana qualcosa come 480 euro all'anno.

Il governo del cambiamento guidato da M5S e Lega Nord potrebbe partire subito con una macchia nel curriculum. Secondo le ultime indiscrezioni giornalistiche, l’esecutivo non riuscirà a impedire l’aumento dell’Iva, previsto dalle clausole di salvaguardia. Fino a quest’anno i precedenti esecutivi avevano disinnescato le clausole trovando le risorse necessarie mediante i classici tagli alla spesa. Renzi prima, Gentiloni poi, gli ultimi governi erano riusciti nell’intento di non far pesare alle famiglie italiane il rialzo dell’imposta sul valore aggiunto. Da questo punto di vista, andremmo dunque incontro a un cambiamento radicale.

Stangata per le famiglie italiane

L’agenzia Adnkronos, tramite la collaborazione essenziale dell’Ufficio economico Confesercenti, ha stimato che un eventuale aumento dell’Iva costerà a ciascuna famiglia italiana qualcosa come 480 euro all’anno. La previsione si riferisce al prossimo anno (2019), quando potrebbero scattare le ormai fase clausole di salvaguardia. Si avrebbero inoltre effetti negativi anche sul Pil, che vedrebbe un sostanziale passo indietro rispetto al recente passato, con una flessione che si aggirerebbe intorno allo 0,3-0,4 per cento tra il 2019 e il 2021. Inoltre, spiega il rapporto stilato da Confesercenti (associazione italiana che rappresenta le piccole e medie imprese del nostro territorio), i consumi degli italiani subirebbero una flessione fino allo 0,9 per cento nel 2021.

Il pensiero del neo ministro all’Economia Giovanni Tria

Le tesi giornalistiche secondo cui il nuovo governo italiano si appresterebbe a far scattare le clausole di salvaguardia, con conseguente aumento dell’Iva, sono suffragate dalle dichiarazioni fatte in passato dal nuovo ministro dell’Economia e delle Finanze, Giovanni Tria. Poco più di un anno fa, nel marzo del 2017, Tria riportava sul sito Formiche.net le seguenti parole: “Come ho sostenuto da oltre un decennio e non da solo, ritengo che in Italia si debba riequilibrare il peso relativo delle imposte dirette e di quelle indirette spostando gettito dalle prime alle seconde”. Secondo quanto riportano i maggiori quotidiani nazionali, Tria utilizzerebbe i soldi risparmiati nel non intervento sulle clausole di salvaguardia per finanziare la flat tax.

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Argomenti: Economia Italia, Politica, Politica italiana